Extra profitti Battaglia di carte sul fotovoltaico

Il Consiglio di Stato ha sospeso i dispositivi resi dal Tar di Milano alla fine del 2022

CREMONA Sempre riflettori accesi e situazione in divenire nella vicenda che riguarda i produttori di energia fotovoltaica sul fronte della ridistribuzione degli extra profitti derivanti dall’impennata delle quotazioni energetiche. Alla fine dello scorso anno la prima sezione del Tar della Lombardia aveva accolto i primi ricorsi contro la delibera dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) che ha definito l’applicazione della norma ‘extra-profitti’ che, appunto, limita i ricavi ottenuti dalla vendita di energia da impianti fotovoltaici di potenza oltre i 20 KW incentivati con i conti energia (fino al IV conto). Effetto dell’accoglimento era stato l’annullamento degli atti impugnati.

NUOVI SCENARI

Martedì 17 gennaio si è tenuta l’udienza davanti al Consiglio di Stato per discutere dell’appello cautelare che Arera ha proposto avverso i primi dispositivi del Tar di Milano. «Si tratta di giudizi che riguardano altri operatori economici, nei quali, pertanto, non avevamo alcuna facoltà di intervenire», spiega Andrea Guarneri, membro della sezione Agroenergie della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, che sta seguendo la vicenda da vicino.

«Arera, in sede di appello cautelare, ha chiesto la sospensione dei dispositivi, paventando un enorme danno erariale derivante dalla mancata acquisizione delle somme generate dall’applicazione dell’art. 15 bis del decreto extra profitti». Il Consiglio di Stato, con ordinanza, ha accolto l’appello cautelare, sospendendo i dispositivi resi dal Tar di Milano, con una motivazione basata prevalentemente sul periculum, derivante dall’esigenza di tutelare l’interesse pubblico a recuperare le somme dovute ai sensi della previsione legislativa, al fine di finanziare misure a sostegno dei consumatori. «Tale interesse è stato, infatti, in questa fase, ritenuto prevalente rispetto a quello della specifica società appellata che nei casi trattati non avrebbe subito alcun dissesto finanziario dal citato prelievo e avrebbe potuto eventualmente recuperare le somme all’esito del giudizio».

TUTTO È POSSIBILE

Per effetto di tali decisioni del Consiglio di Stato, allo stato il Regolamento Arera precedentemente annullato dal Tar di Milano, ha ripreso efficacia. «Lo scenario che si apre alla luce di tali fatti – spiega Guarneri – è che il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) potrebbe riavviare le richieste di pagamento degli importi dovuti in base all’art. 15 bis ovvero iniziare ad operare in compensazione rispetto alle somme richieste. In questa fase, tuttavia, il suggerimento continua ad essere quello di attendere la pubblicazione delle motivazioni del Tar di Milano, che ormai non dovrebbe tardare oltre». Tale pubblicazione supererebbe la decisione del Consiglio di Stato, obbligando di nuovo Arera ad agire nuovamente giudizialmente in appello. «In quel caso, però, i temi sarebbero tutti sul tavolo e, a fronte dei motivi di accoglimento enucleati dal Tar di Milano, l’eventuale contenzioso innanzi al Consiglio di Stato potrebbe prendere una piega differente». Il Giudice dell’Appello, così, dovrebbe pronunciarsi nel merito e non soltanto su profili cautelari.