Farm to Fork e biodiversità: studio USDA sugli impatti economici e sulla sicurezza alimentare

Scenari non idilliaci emergono dallo studio appena pubblicato sugli “Impatti economici e sulla sicurezza alimentare della riduzione dell’input agricolo nell’ambito delle strategie Farm to Fork e della biodiversità del Green Deal dell’Unione europea”

La tematica analizzata: studio sull’impatto economico

Uno studio effettuato dall’Usda prende in considerazione i possibili cambiamenti che potrebbero verificarsi con l’applicazione della Farm to Fork e della strategia sulla biodiversità, a livello agroalimentare mondiale.

Infatti, queste strategie rappresentano un cambiamento fondamentale nella politica agricola UE, con implicazioni altrettanto fondamentali per la struttura e la produttività dell’industria agroalimentare; l’Unione Europa è uno dei principali produttori agricoli è probabile che questo cambiamento influisca sui mercati internazionali del sistema agroalimentare.

Cosa ha scoperto lo studio?

L’analisi esamina tre scenari di applicazione: un primo nel quale le nuove regole vengano adottate solo nella Ue con contemporanea adozione di restrizioni commerciali contro i paesi che invece non adottano la medesima normativa. Nel secondo, intermedio, si esamina anche il caso in cui le medesime norme vengano estese anche ad altri paesi storici partner commerciali dell’Unione europea. E infine si analizza l’ipotesi in cui le strategie abbiano una applicazione globale.

I risultati in breve

Nella prima ipotesi, quindi in caso di adozione solo nell’Ue, si prevede che le strategie porterebbero a una riduzione della produzione agricola dell’UE e della sua competitività tanto sui mercati interni che in quelli di esportazione. Se il piano fosse adottato al di fuori dell’UE, tali impatti si espanderebbero anche con conseguenze per il benessere mondiale e l’insicurezza alimentare.

In sintesi, entro il 2030:

  • Il calo della produzione agricola nell’UE andrebbe dal -7% (nel caso di adozione globale delle restrizioni) al 12% (nel caso di adozione solo nella UE).
    Nel caso di adozione globale il calo della produzione agricola mondiale sarebbe dell’11%.
  • Il calo della produzione agricola ridurrebbe l’approvvigionamento alimentare dell’UE, con conseguente aumento dei prezzi che inciderebbe sui bilanci dei consumatori. I prezzi e i costi alimentari pro capite aumenterebbero maggiormente per l’UE, in ciascuno dei tre scenari. Tuttavia, gli aumenti dei prezzi e dei costi alimentari sarebbero significativi per la maggior parte delle regioni se le strategie fossero adottate a livello globale. Per gli Stati Uniti, il prezzo e il costo del cibo rimarrebbero relativamente invariati tranne che in caso di adozione globale. In tutti i casi il commercio mondiale ne risulterebbe limitato.
  • I tagli della produzione agroalimentare e degli scambi, insieme alla crescita dei prezzi, avrebbero gravi effetti anche sul PIL.

Tutti i dati completi si possono trovare nella versione in inglese qui

Fonte: USDA

Studio condotto da: Jayson Beckman, Maros Ivanic, Jeremy L. Jelliffe, Felix G. Baquedano, e Sara G. Scott