Farm to Fork, Parlamento Ue approva la risoluzione

“Prendiamo atto della presa di posizione del Parlamento europeo sulla comunicazione “From Farm to Fork” che ha, peraltro, ripreso alcune delle proposte che avevamo presentato nel corso dei lavori. Resta però aperta la questione di fondo per le prospettive delle imprese agricole: la mancanza di uno studio della Commissione sull’impatto che avrebbero le misure contenute nella comunicazione in esame”.  E’ il commento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in relazione alla votazione del Parlamento europeo alla F2F.

La strategia dal produttore al consumatore è stata accolta con favore dal Parlamento europeo (452 voti a favore, 170 voti contrari e 76 astensioni) che ha sottolineato l’importanza di regimi alimentari sostenibili, sani e rispettosi degli animali per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo.

Nel testo approvato, i deputati hanno sottolineato la necessità di maggiore sostenibilità in ogni fase della filiera alimentare e hanno ribadito che tutti – dall’agricoltore al consumatore – hanno un ruolo da svolgere in tal senso. Affinché gli agricoltori percepiscano una parte equa dei profitti ottenuti da alimenti prodotti in modo sostenibile, i deputati chiedono alla Commissione di intensificare gli sforzi, anche attraverso l’adeguamento delle regole di concorrenza, per rafforzare la posizione degli agricoltori. Tra le altre raccomandazioni figurano:

  • Riguardo alla necessità di maggiore sostenibilità in ogni fase della filiera alimentare: assicurare agli agricoltori un equo profitto da alimenti prodotti in modo sostenibile, anche attraverso l’adeguamento delle regole di concorrenza, per rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera.
  • Riguardo all’obiettivo di ottenere cibo più sano viene chiesta l’emanazione di raccomandazioni basate su dati scientifici per un’alimentazione sana; contrastare il consumo eccessivo di carne e di alimenti altamente trasformati ricchi di sale, zuccheri e grassi, anche fissando livelli massimi di assunzione.
  • Riguardo al capitolo agrofarmaci e protezione degli impollinatori: migliorare il processo di approvazione dei prodotti fitosanitari e monitorarne il rispetto delle norme per proteggere gli impollinatori e la biodiversità; fissare obiettivi di riduzione vincolanti sull’uso dei pesticidi. Gli stati membri dovrebbero raggiungere questi obiettivi nei piani strategici nazionali della Pac.
  • Emissioni di gas a effetto serra: il pacchetto “pronti per il 55 % entro il 2030” (fit for 55, in inglese) deve prevedere norme e obiettivi ambiziosi per le emissioni derivanti dall’agricoltura e dal relativo uso del suolo, e criteri rigorosi per la produzione di energia rinnovabile a partire dalla biomassa; i carbon sink (pozzi naturali) di assorbimento del carbonio devono essere ripristinati e potenziati.
  • Benessere degli animali: indicatori comuni e scientificamente fondati sul benessere degli animali per una maggiore armonizzazione a livello Ue; verificare se sono necessarie modifiche alla legislazione corrente; eliminare gradualmente l’uso delle gabbie negli allevamenti; i prodotti animali non originari dell’Ue dovrebbero essere autorizzati solo se rispettano standard in linea con quelli comunitari.
  • Agricoltura biologica: per sostenere l’obiettivo di una maggiore superficie bio entro il 2030 si chiedono iniziative, come promozione, appalti pubblici e fiscalità agevolata – per stimolare la domanda.

“Siamo consapevoli che dobbiamo accrescere il nostro contributo alla transizione ecologica, – conclude il presidente di Confagricoltura – ma non servono i divieti. La strada da seguire è quella delle innovazioni e degli investimenti”.