Firmato il protocollo per il controllo delle nutrie

Da tempo gli agricoltori e le loro organizzazioni chiedevano un provvedimento organico in grado di contrastare la diffusione sempre più accentuata della nutria lungo i corsi d’acqua della pianura padana. Più e più volte si è fatto appello alle autorità locali e regionali evidenziando i danni enormi che la nutria provoca a coltivazioni agricole, argini di fossi e canali. Ma non solo, ormai da qualche tempo, la nutria ha fatto il suo ingresso in diversi centri abitati e ha causato più di un incidente stradale, anche con gravi conseguenze. In Lombardia la lotta alla nutria è in corso da diversi anni con il coinvolgimento della Regione e delle diverse amministrazioni provinciali con lo stanziamento di diversi fondi e la formazione di personale apposito. Sono state mobilitate guardie provinciali con il concorso di associazioni di cacciatori e di volontari, ma nonostante questi sforzi non si sono ottenuti risultati significativi. La pubblicazione del decreto di livello nazionale, è stato reso possibile anche dall’inserimento della nutria tra le specie nocive e dannose e tra le specie esotiche invasive che ha coinvolto anche le istituzioni comunitarie. Ora si spera che le cose possano migliorare soprattutto grazie allo stanziamento di una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro per il triennio 2022-24, iscritti al fondo per il controllo delle specie esotiche ed invasive. Le modalità di controllo previste dal decreto sono quelle già note ed applicate da tempo: la cattura con gabbie e la successiva soppressione, oppure con il ricorso allo sparo, mentre è vietato il ricorso ai veleni in quanto non selettivi. La cattura di soggetti vivi tramite gabbie è considerato il metodo preferenziale grazie alla sua rispondenza a requisiti di buona selettività, efficacia e ridotto disturbo che ne consentono l’utilizzo in tutti i periodi dell’anno e in tutti i territori interessati dalla presenza della specie. A seguito della cattura è prevista la soppressione nel minor tempo possibile mediante sparo o trasferimento in contenitori ermetici dove i soggetti catturati vengono esposti al biossido o al monossido di carbonio ad alta concentrazione. Le catture e/o gli abbattimenti di nutrie possono essere attuati dal personale degli enti parco e delle riserve o da persone autorizzate, sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dell’organismo di gestione dell’area protetta, secondo le modalità e le prescrizioni fornite, limitatamente ai territori di competenza. Ma anche dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali. Queste ultime potranno avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, purché muniti di licenza per l’esercizio venatorio, nonché delle guardie forestali e delle guardie comunali munite di licenza di caccia. Alla riduzione del numero di nutrie potranno contribuire anche i cacciatori e le figure selezionate abilitate in seguito della frequenza di appositi corsi di preparazione svolti in base a un programma tipo approvato da Ispra e organizzati dalle Regioni e dalle Province. Figure professionali già ampiamente formate ed utilizzate in Regione Lombardia e nelle sue province grazie anche alla collaborazione sempre prestata dalle sedi provinciali di Confagricoltura Lombardia. Ora gli agricoltori, ma non solo, sperano che sia una svolta decisiva per la soluzione di questo problema.

Fonte: Confagricoltura Lombardia