Frisitali, diritto di scegliere il “Libro genealogico”

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano  Giansanti, non ha dubbi: «Quello ottenuto da Fris.Ital.I è davvero un grande successo — sottolinea —. Finalmente viene riconosciuto anche in Italia il diritto di scegliere a quale associazione di razza aderire. Una novità bella e importante, specie considerando la valenza di un sistema genetico avanzato in ordine alle sfide del futuro: penso alla sostenibilità ambientale, alla necessità di una maggiore sintonia con le percezioni dei consumatori e di alcune associazioni, alla sfida della produttività, a quanto può e deve essere fatto per accelerare sul progetto genetico della razza. Rispetto a tutto questo, Fris.Ital.I farà di tutto per offrire agli allevatori servizi adeguati. Auguro quindi all’Associazione tutti i successi possibili; fermo restando che ovviamente lascerò ai nostri associati la facoltà di scegliere quale modello preferire. Questa era una battaglia di libertà: la grande soddisfazione di oggi è stata quella di veder riconosciuto un duro e lungo lavoro iniziato molti anni fa, che ci aveva addirittura portato a chiedere un parere all’Autorità europea della concorrenza. Ne deriverà un grande vantaggio generale. Sono infatti convinto che la competizione fra le diverse associazioni non farà altro che bene a tutti gli allevatori italiani; finalmente liberi di scegliere i modelli associativi, gestionali e genetici che ritengono più adeguati al loro allevamento, tra quelli proposti da Fris.Ital.I e Anafibj.

Una sana concorrenza sarà un fattore di crescita per la genetica italiana e dunque per tutto il sistema zootecnico del Paese». Riccardo Crotti, presidente di Confagricoltura Lombardia e della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, aggiunge: «Posso solo dirmi molto soddisfatto per quanto è stato ottenuto, a fronte del grande lavoro compiuto dai dirigenti di Fris.Ital.I e naturalmente dalla presidente Quaini, alla quale faccio i miei complimenti. Anche io ho creduto da sempre nella scommessa di Fris.Ital.I. Già nel 2019, durante l’assemblea di Confagricoltura, avevo rappresentato la necessità di costituire un secondo ente che si occupasse della razza Frisona in modo semplice ed innovativo per il sistema allevatoriale, a fronte degli esiti insoddisfacenti di una situazione di monopolio. Una proposta subito raccolta e portata avanti con determinazione dal presidente Giansanti. Tanto lavoro ha portato gli esiti sperati. Anche, se in fondo, abbiamo appena cominciato e la sfida vera e propria inizia adesso. Nell’ultima assemblea di Confagricoltura ho rinnovato a tutti i nostri colleghi imprenditori l’invito ad aderire a Fris.Ital.I, che sarà certamente all’altezza del suo compito e delle grandi aspettative che ha suscitato. È stato realizzato un progetto molto valido, apprezzato convintamente dalla commissione tecnica del Ministero. Credo che ne deriveranno vantaggi importanti anche per la nostra Fiera; grazie a Fris.Ital.I sarebbe infatti possibile tornare ad organizzare una mostra nazionale della Frisona».

«La vittoria di Fris.Ital.I, l’approvazione del suo progetto genetico ed il ‘disco verde’ al libro genealogico costituiscono un passo in avanti epocale per il nostro sistema — commenta il vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Matteo Lasagna —. La capacità del mondo zootecnico, e soprattutto delle istituzioni, di prevedere una pluralità di offerta fisiologica per ogni mercato degno di quel nome, rappresentano un importante segnale di maturità. Un progresso del quale siamo felici ed orgogliosi, perché a questa maturità Confagricoltura ha molto contribuito. Abbiamo sempre creduto nel valore aggiunto della possibilità di offrire e scegliere servizi liberamente e secondo quello che si considera il meglio per le proprie aziende. Questo è davvero un bellissimo giorno per la zootecnia. Perché tornano al centro l’impresa e la sua libertà, fattori essenziali di sviluppo economico, di crescita e rafforzamento del sistema. Chi dice che la zootecnia italiana risulterà indebolita da Fris.Ital.I non ha capito una verità essenziale: la maturità e la vitalità di un mercato derivano anche dalla pluralità dell’offerta» . Il monopolio, invece, ha quasi sempre portato in un vicolo cieco.

Fonte La Provincia