Genetica e organizzazione della zootecnia da latte ad una svolta? Fine di un monopolio e nuove organizzazioni di razza”

Nonostante tutte le difficoltà di questo 2020, la zootecnia non si è fermata e così la Fiera Internazionale di Cremona. Roberto Biloni apre il convegno “𝑮𝒆𝒏𝒆𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒆 𝒐𝒓𝒈𝒂𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒛𝒐𝒐𝒕𝒆𝒄𝒏𝒊𝒂 𝒅𝒂 𝒍𝒂𝒕𝒕𝒆 𝒂𝒅 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒗𝒐𝒍𝒕𝒂? Fine di un monopolio e nuove organizzazioni di razza” sottolineando come le fiere di quest’anno siano il risultato di un’iniziativa voluta sia dalla Fiera ma soprattutto dagli allevatori. Un messaggio forte, un riconoscimento significativo sia della figura di Cremona come punto di riferimento della zootecnia, sia della voce dell’allevatore posto al centro della filiera.

Questa forza verso l’innovazione è la stessa che ha portato un gruppo di allevatori, “pionieri” secondo Riccardo Crotti, Presidente della Libera Associazione, a fondare una nuova associazione di razza, una novità nel campo allevatoriale che in questo momento sta soffrendo una grande crisi verticale.  La sua gestione è caratterizzata da un sistema vecchio che richiede delle riforme con criteri di efficienza: Fris.Ital.I è l’unica possibilità seria di incidere e riorganizzare il sistema riportandolo alle sue origini, dove l’allevatore e le sue scelte sono al centro, portando la zootecnica italiana a livello mondiale. Oggi questo non succede, specifica il Presidente, ricordando come l’importazione di seme americano piuttosto ché quello canadese raggiunga oltre il 60 per cento mentre quello italiano il 20 per cento. Questi dati devono fare riflettere.

Il Presidente sottolinea che a chiedere la liberalizzazione del sistema allevatoriale non sono stati solo gli allevatori ma anche la Comunità Europea che con il regolamento approvato apriva alla possibilità di un cambiamento per offrire un servizio efficacie e moderno a tutti gli allevatori.

A specificare gli aspetti legati al processo di liberalizzazione introdotto dalla normativa 52|2018 Fabio Curto, Coordinatore del Tavolo di Confagricoltura sulla riproduzione animale, che specifica come l’Italia si sia conformata al regolamento europeo in materia di riproduzione animale, datato 2016, solo due anni dopo, con il decreto 52.  Curto tiene soprattutto a sottolineare come Fris.ital.i sia indipendente e come “Confagricoltura non partecipi a questo nuovo sistema, ma la sostiene” in quanto d’accordo sul bisogno di liberalizzazione. Fris.Ital.I. aggiunge, non è un’appartenenza di Confagricoltura, non è un suo sviluppo o di altre associazioni di categoria, è “Un corso degli agricoltori”.

A presentare Fris.Ital.I Elisabetta Quaini, Presidente della neo-nata associazione che ha fatto rinascere l’entusiasmo degli allevatori, quegli stessi allevatori che ogni giorno lavorano in stalla e si scontrano  per primi con le criticità che hanno portato alla nascita di Fris.Ital.I.

La vision è chiara nella sua semplicità “Un’associazione di allevatori di successo orientati al futuro”, così come i suoi valori; indipendenza per scelte libere e migliori, trasparenza, integrità, credibilità, imprenditorialità, passione, innovazione, affidabilità e internazionalità. Obiettivi? Creare un modello efficiente, snello che possa offrire servizi e prezzi migliori a tutti quei allevatori che crederanno nell’associazione e che diventeranno protagonisti delle loro scelte.

Non sono solo parole, sottolinea la Presidente, in quanto l’associazione ha già ricevuto il parere favorevole da parte del Ministero dell’Agricoltura per la sua costituzione. “L’iter è ancora lungo, stiamo lavorando per chiuderlo e diventare il secondo libro genealogico in ordine di tempo, ma speriamo, il primo in numero di allevatori e capi.