Giansanti: l’agricoltura italiana sarà più verde e innovativa

Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura

L’agricoltura italiana sarà sempre più verde. Quello che rappresenta il primo comparto dell’economia italiana con un contributo al prodotto interno lordo di quasi 550 miliardi, nel 2021 ha segnato il record storico dell’export superando i 51 miliardi di fatturato. In uno scenario sempre più competitivo, Confagricoltura ha tre pietre miliari: transizione energetica, innovazione e digitalizzazione, processi di filiera. Rinnovabili.it ne parla con il presidente, Massimiliano Giansanti.

Per la rivista britannica “Economist”, l’Italia è il Paese dell’anno. Nel 2021 l’export agroalimentare ha superato i 50 miliardi, un record storico. Il rafforzamento delle filiere può consolidare la competitività del sistema agroalimentare italiano sui mercati internazionali?

La risposta è ovviamente sì, sempre che ci sia la volontà politica di dare una dimensione e una prospettiva futura di rafforzamento al sistema agroalimentare del Paese.

Oggi il settore rappresenta il primo comparto dell’economia italiana con un contributo al prodotto interno lordo di quasi 550 miliardi, e una crescita importante dell’export: quest’anno abbiamo superato i 51 miliardi di fatturato.

La dimensione media aziendale è un grande limite, se guardiamo ai nostri principali competitor Francia, Spagna e Germania per quello che riguarda l’Europa, senza considerare altre Nazioni come Stati Uniti e Sudamerica che hanno economie di scala completamente diverse.

Il Made in Italy può essere rafforzato attraverso un progetto di strategia che favorisca la concentrazione delle produzioni e dell’offerta di mercato per accompagnare le nostre aziende sui mercati internazionali.

Cosa cambia per le imprese agricole con il Piano Transizione 4.0? Saranno davvero facilitate a intraprendere un rinnovamento strutturale?

Credo proprio di sì. Confagricoltura è stata l’associazione che ha voluto fortemente nel 2019 che i benefici previsti dal Piano Industria 4.0 fossero estesi ad Agricoltura 4.0.

L’agricoltura sempre di più dovrà procedere verso un modello di produzione e di processo produttivo sempre più informatizzato e digitalizzato, in grado di dare quelle garanzie che oggi i consumatori chiedono in termini di salubrità e di qualità dei prodotti in uno scenario sempre più competitivo.

Sarà fondamentale che le aziende agricole utilizzino questo strumento che incentiva gli investimenti. Dobbiamo continuare a spingere per aumentare la nostra produzione: oggi non siamo ancora autosufficienti dal punto di vista della sovranità alimentare, produciamo il 75% di quello che mangiamo. Però, nonostante questo, siamo anche forti esportatori.

Da un lato dovremo necessariamente produrre di più, quindi avremo bisogno di macchine innovative e di processi software che permettano agli imprenditori di monitorare i flussi di produzione; dall’altro siamo un po’ delusi perché il Governo ha diminuito gli stanziamenti, però confidiamo che possa ritornare sui suoi passi.

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Fonte: Rinnovabili.it