Giornata del Latte: La sfida della sostenibilità tra eccellenza e tradizione

Giansanti. «I traguardi che abbiamo davanti si raggiungono puntando su selezione, genetica e innovazione» Crotti: «Senza rivali su qualità e sicurezza alimentare». Centinaio: «Il comparto è un tesoro socio-economico»

Il latte come «cultura della vita» (secondo la definizione che ne ha dato il presidente dell’amministrazione provinciale Mirko Signoroni), come preziosa eredità del passato e passaporto verso un futuro nel quale chiudere una volta per tutte il fossato di incomunicabilità che ancora oggi troppo spesso separa produttori e consumatori. Il latte, e la sua filiera cremonese, chiamati all’equilibrio possibile fra sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

Riccardo Crotti


Molte le sfide aperte protagoniste della Giornata Mondiale del Latte, celebrata ieri a CremonaFiere con una- tavola rotonda di grande interesse, moderata dal direttore de La Provincia, Marco Bencivenga, e organizzata dalla Libera Associazione Agricoltori Cremonesi in collaborazione con l’Università Cattolica.
«Un’occasione voluta per ribadire l’assoluta eccellenza della zootecnia da latte cremonese, lombarda ed italiana, all’insegna di qualità e sicurezza alimentari senza rivali e tuttavia oggetto di continue, ostili campagne mediatiche — ha sottolineato Riccardo Crotti, presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e di Confagricoltura Lombardia —. È tempo di scardinare pregiudizi infondati, di fidarsi della scienza e di considerare – da parte nostra – con sempre maggior convinzione anche altri mercati (non solo quello alimentare, ma anche gli ambiti farmaceutico e cosmetico. I nostri sono prodotti di altissima qualità, come tali costosi e meritevoli del giusto riconoscimento economico e di immagine. Chiediamo anche al mondo dell’informazione un atteggiamento più corretto e obiettivo».

Massimiliano Giansanti


«A chi avesse dubbi di qualsiasi genere sul nostro lavoro, do il consiglio più semplice ed efficace: venite a visitare le aziende italiane di zootecnia da latte. Le nostre stalle sono un modello per tutti», ha aggiunto in collegamento dalla sede romana di Palazzo della Valle il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
«Pur in una fase segnata da tante difficoltà, la zootecnia da latte italiana ha ribadito la sua forza. Possiamo e vogliamo fare di più, consapevoli che le sfide del futuro si vincono solo puntando sempre di più su selezione, genetica, innovazione e dunque incremento del valore aggiunto.

Su un modello capace di integrare al meglio la produzione di derrate alimentari con la produzione di energie rinnovabili, da e per l’agricoltura ma non solo. Noi ci crediamo; lo dimostriamo con investimenti importanti e con i progetti di forte supporto che Confagricoltura dedica alle aziende associate». Il contesto economico, però, «richiede anche una ben precisa presa di coscienza da parte del Governo e dell’Unione Europea: la zootecnia è centrale e deve essere sostenuta in modo adeguato: stabilizzando i costi di produzione (l’inflazione al sette per cento costituisce una tassa di sistema impossibile da reggere), e assicurandole risorse ben superiori. La Spagna ha stanziato 530 milioni di euro per il comparto: con gli stessi parametri, l’Italia dovrebbe mettere sul piatto 5 miliardi, e invece ha previsto 300 milioni, ma per tutto il settore primario…».
Poi, ovviamente, deve essere profondamente ripensato l’impianto della nuova Pac: «Ponendo massima attenzione alla necessità di produrre. Ciò che sta accadendo intorno a noi dovrebbe avere aperto gli occhi a tutti su un fatto per me lapalissiano: meglio eventuali eccedenze che la carestia…».

Gianmarco Centinaio

«La giornata di oggi — ha sottolineato nel suo saluto registrato il sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio — ci offre l’occasione per ricordare la rilevanza e il ruolo di un alimento sano e alla base di una filiera dall’elevato valore socio economico. Il latte è un prodotto importante dal punto di vista nutrizionale, ha molti benefici per il corpo umano e viene consumato in tutto il mondo, oltre a essere un ingrediente fondamentale di eccellenze dell’ agroalimentare made in Italy come i nostri formaggi a denominazione d’origine».
«Il latte italiano è un alimento oltreché sano anche sicuro, e rispetta standard elevatissimi di sicurezza alimentare. La giornata mondiale istituita nel 2001 dalla Fao e che celebriamo oggi diventa così anche un’occasione per difendere questo alimento da fake news o da tentativi di imporre sul mercato prodotti di sintesi alternativi, che richiamano nel nome il latte pur non avendo nulla a che vedere con esso, e che vorrebbero conquistare i consumatori facendosi forza di una sostenibilità tutta da dimostrare».