Giornata mondiale del latte 2021

Una giornata dedicata al latte trascorsa fra informazione, educazione alimentare e spettacolo. A sorpresa, un grande annuncio.

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Cremona Capitale Mondiale del Latte

Una proposta che formalizza una realtà già esistente nella forma e contenuti, che si propone di arricchirsi di un manifesto, un marchio da depositare e una serie di iniziative ad essa connesse. Questo l’annuncio avanzato dal Sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, durante l’evento organizzato dalla Libera Associazione Agricoltori Cremonesi in collaborazione con il quotidiano La Provincia e l’agenzia Tobiz, in occasione della Giornata Mondiale del latte, in una location d’eccezione e eccellenza: l’Hybrid Studio di CremonaFiere.

Dopo i saluti del Presidente della Libera Associazione, Riccardo Crotti. il primo ospite alla tavola rotonda dal titolo “Latte, uno sprint per ripartire. Un prezioso alleato per il sistema immunitario”, è stato Gianluca Galimberti, Sindaco di Cremona; partendo da identità, cultura, tradizione, storia e valori che da sempre accompagnano la città nella sua storia bimillenaria «Noi siamo tutto questo; dunque siamo anche la nostra zootecnia da latte, motore di uno sviluppo che la classe dirigente del territorio ha il dovere, l’ambizione e la responsabilità di far crescere accompagnandolo nel futuro. Così, ad aziende zootecniche di livello elevatissimo affianchiamo sempre più strumenti che possano facilitare l’innovazione, strutture di formazione e ricerca (come l’Università Cattolica e non solo), aziende di sostegno alle aziende. Per tutto questo possiamo dire a ragion veduta di essere già la capitale mondiale del latte; e per le stesse ragioni vogliamo esserlo ancora di più. Credendoci – tutti- con maggior convinzione”.  È necessario quindi fare un passo avanti, trasformando, come ha suggerito il direttore del quotidiano La Provincia, Marco Bencivenga, moderatore dei lavori, le tre T della tradizione nelle tre L del presente e del futuro: liuteria, latte e lavoro. L’idea è allora quella di ripartire da ‘Cremona capitale mondiale del latte’. Un progetto subito ‘sposato’ con entusiasmo da Riccardo Crotti, Presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e di Confagricoltura Lombardia.

«Il nostro territorio può andare legittimamente orgoglioso di tante eccellenze in diversi ambiti produttivi: come l’agroalimentare e la siderurgia, il settore dolciario e quello della cosmesi. Tutti punti di forza che vogliamo sempre più trasformare in uno strumento di sviluppo, lavoro e futuro, per i giovani e non solo. E trovo normale associare questa idea di crescita generale proprio al latte: ali-mento principe e irrinunciabile della crescita e del benessere di ciascuno, dalla più tenera età a quella più avanzata. Come è normale parlarne a Cremona e in Lombardia (la regione che produce quasi il 45% del latte italiano). Questa giornata – ha sottolineato Crotti – ci offre l’occasione giusta per ricordare che il latte, ancora di più il nostro latte, è un prodotto straordinario: buono, sano, sicuro, utile e necessario al cento per cento. Caratteristiche che rendono ancora più infondate le fakenews delle quali è oggetto.”

“Gli interventi tecnici sono stati tanto puntuali quanto comprensibili al grande pubblico, e questo è molto importante. Ribadire, dati ed evidenze scientifiche alla mano, quanto il latte sia buono e faccia bene costituisce inoltre il giusto riconoscimento al sapiente lavoro di agricoltori, allevatori e trasformatori nella produzione della materia prima e dei suoi derivati. Ho molto apprezzato l’idea lanciata dal sindaco, e subito sottoscritta dall’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi, di accreditare Cremona come capitale mondiale del latte. È stata la classica ciliegina sulla torta per un’iniziativa davvero ben riuscita e ricca di contenuti di alto livello.”, ha commentato Amedeo Alfredo Ardigò, Vice Presidente della Libera.

Gli interventi tecnici

Molti gli interventi, in presenza, via streaming o videomessaggi, che hanno reso la tavola rotonda un evento ben riuscito, pieno di contenuti a 360 gradi, che hanno descritto il latte come garanzia di crescita e benessere, frutto di un’agricoltura amica dell’ambiente. Su quest’ultimo aspetto si è concentrato Erminio Trevisi, professore ordinario presso il Dipartimento di scienze animali, della nutrizione e degli alimenti presso l’Università Cattolica e presidente del cda di Cerzoo, il Centro per le ricerche zootecniche dell’Ateneo Piacentino. «Un alimento che siamo in grado di digerire senza problemi lungo tutto l’arco della nostra esistenza: e allo stesso tempo fondamentale nell’evoluzione dell’uomo. Possiamo anzi dire che ci siano co-evoluti insieme agli animali che producono latte», ha spiegato Trevisi. Il latte ‘figlio ’di un’agro-zootecnia realmente sostenibile, che produce cibo di qualità e sicuro. “Negli ultimi vent’anni il settore primario ha migliorato il suo livello di sostenibilità ambientale del 25%, a fronte di una produzione invariata o addirittura accresciuta. Quanto al benessere animale, è del tutto infondato considerarlo inversamente proporzionale ai livelli produttivi. È del tutto evidente – e assai facilmente verificabile – che oggi i nostri animali stanno decisamente meglio rispetto a 30 o a 100 anni fa, quando la produzione era certo inferiore. Tra l’altro, più le vacche producono latte, meglio sta la loro ghiandola mammaria. Gli agricoltori hanno passione e rispetto per il loro bestiame; ed è anche la volontà di seguirli in modo sempre più adeguato e puntuale a spingere la crescita dimensionale degli allevamenti. È comunque necessario continuare a studiare ea ricercare, come siamo impegnati a fare alla Cattolica.”, ha sottolineato il Professore.

Il latte ha avuto un ruolo fondamentale nell’alimentazione di Giorgio Lamberti, ex campione mondiale di nuoto nei 200 stile libero, e per dieci anni detentore del record della specialità. «Il latte è da sempre parte integrante della mia dieta», ha raccontato l’ex fuoriclasse bresciano, che nei mesi scorsi ha anche dovuto affrontare, vincendola, una durissima battaglia contro il Coronavirus.

Il latte che fa bene, “senza se e senza ma”. Come ha ribadito Mariangela Rondanelli, professore associato in scienze e tecniche dietetiche applicate presso la Facoltà di medicina dell’Università di Pavia. «Alimento essenziale a tutte le età e per molte buone ragioni», ha precisato Rondanelli, ricordando il benefico contenuto di proteine, calcio, fosforo che rende consigliabile il consumo quotidiano di latte (200 millilitri), yogurt (100) e una o due porzioni di formaggio alla settimana. Serve a tutte le età, e per le donne in particolare dalla menopausa. Aiuta le ossa e combatte l’osteoporosi.

Donatello Sandroni, giornalista specializzato e divulgatore, ha invece ricordato come a seguito di una mutazione l’uomo sia da millenni in grado di assorbire senza alcun problema il lattosio. “E questo ci ha garantito ‘accesso libero’ ad un alimento straordinario dal punto di vista nutrizionale e non solo, che ha avuto un ruolo molto importante nella nostra evoluzione”. «Il latte vaccino è associato ad un importante valore simbolico ed emotivo, una sorta di “piedistallo” nell’alimentazione quotidiana rispetto a bevande alternative, che si stanno facendo strada. Ci sono fattori psicologici che vanno tenuti in debita considerazione. Durante la pandemia, ad esempio, il latte a lunga conservazione ha guadagnato terreno tra i consumatori che lo vedevano come un alimento-rifugio; poi il latte fresco ha recuperato un po’, ma gli atteggiamenti in materia di consumo restano variabili” ha spiegato Guendalina Graffigna, professore ordinario presso il Dipartimento di psicologia della Cattolica e direttore dell’EngageMinds Hub, che ha precisato: “Oggi il consumatore non è certo menefreghista. Vuole fare scelte ‘giuste’ e consapevoli ma di solito proprio chi cerca più informazioni si orienta verso bevande alternative o magari finisce vittima delle fake news. Attratto forse da informazioni-slogan o troppo semplificate. Accade soprattutto a chi è insoddisfatto del proprio stile di vita o dell’aspetto fisico. Sente il bisogno di cambiare, e il latte vaccino è tradizione; che magari avrebbe bisogno di uno stile comunicativo più adeguato per non cedere il campo senza ragioni oggettive ad un’informazione non sempre e non troppo corretta. Si rischia di perdere la partita proprio per motivazioni psicologiche: i giovani, o le persone insoddisfatte, tendono per loro natura a cercare alternative. La strada da percorrere appare allora quella di ricostruire l’alleanza col consumatore, che rischia altrimenti di essere una sorta di ‘scheggia impazzita’. Va ascoltato, non solo stigmatizzato”.

Fonte: La Provincia di Cremona