Giornata Mondiale dell’acqua

Oltre 2 miliardi di persone non hanno ancora accesso all’acqua potabile, più di 4 miliardi non dispongono di servizi igienici. Questi gli ultimi dati raccolti nel rapporto Oms-Unicef, che evidenzia come il 22 marzo, Giornata mondiale dell’acqua (#WorldWaterDay), istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite, sia tutt’oggi d’importanza cruciale. Non solo celebrare l’acqua ma richiamare l’attenzione sulla crisi idrica globale, sensibilizzando la popolazione in vista del raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) 6: acqua e servizi igienico-sanitari per tutti entro il 2030. Questo, un traguardo indispensabile per combattere le disuguaglianze socio-economiche e garantire la dignità di tutti gli esseri umani.

L’impegno in agricoltura per Confagricoltura: ridurre i consumi, rinnovo dei sistemi irrigui e nuovi invasi

 Presidente eletto di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti,

“L’acqua è un bene prezioso da preservare con attenzione promuovendone l’uso responsabile. L’agricoltura ha ridotto, negli ultimi decenni, di quasi il 30% il consumo idrico, impegnandosi ad adottare modelli sostenibili di gestione, come l’irrigazione di precisione. Ma non basta. Occorre mettere mano con urgenza all’intera rete idrica nazionale, che dopo trent’anni di abbandono è in pessime condizioni”. Lo sottolinea oggi Confagricoltura in occasione della Giornata mondiale dell’acqua.

Nel nostro Paese solo l’11% dell’acqua piovana viene trattenuta. E’ necessario costruire nuovi invasi, rinnovare i sistemi irrigui, sanare la rete dell’acqua potabile che perde il 42% tra quella immessa e quella erogata. Ma non solo, deve essere ripristinata e rinnovata una rete infrastrutturale vecchia, con un tasso di dispersione elevato, senza dimenticare l’importanza di migliorare l’utilizzo delle acque reflue, che è una delle sfide più importanti dell’economia circolare. Inoltre sono necessari un nuovo piano di investimenti nel settore idrico: l’Italia, infatti, è al terzultimo posto nella classifica europea per investimenti nel settore: solo 40 euro per abitante l’anno, contro una media europea di 100 euro.

Confagricoltura invita a cogliere l’occasione del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico e del Recovery Plan per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, forieri di eventi estremi siccitosi e alluvionali, per ripristinare e realizzare quelle infrastrutture necessarie a gestire la risorsa idrica. 

Le annate siccitose, deleterie soprattutto per il settore Primario, hanno creato danni per più di 15 miliardi, metà dei quali in quattro regioni: Puglia, Emilia Romagna, Sicilia e Sardegna.

Quello primario è l’unico settore economico che produce rispettando la risorsa idrica, perché quella impiegata nell’uso irriguo – ricorda Confagricoltura – non fuoriesce dal ciclo idrologico naturale, ma viene restituita al sistema ambientale, a valle dei processi produttivi. 

Centinaio: Adeguare infrastrutture al nostro patrimonio idrico


Sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio Fonte: Di senato.it

Un valore inestimabile: per il cibo, la salute, l’economia, l’ambiente. L’acqua è vita. Senza, non potremmo sopravvivere e il Pianeta non sarebbe quello che conosciamo. La sua scarsità ha effetti devastanti sull’intero ecosistema. Per questo oggi è fondamentale ricordare l’importanza di un suo uso responsabile e consapevole”. Così il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio, ha voluto sottolineare il valore inestimabile dell’acqua.

Anche il sottosegretario come Confagricoltura evidenzia come l’agricoltura dipenda dall’acqua, e come negli ultimi decenni il settore si sia impegnato ad adottare modelli sostenibili riducendone il consumo.

“Nonostante questo – nota Centinaio – sappiamo che bisognerà mettere mano alla rete idrica nazionale per diminuire il tasso di dispersione, così come occorrerà migliorare l’uso delle acque reflue. La siccità si traduce in un enorme danno economico e sociale. E a farne le spese è soprattutto il settore Primario. La sfida che ora abbiamo davanti è quella di adeguare le infrastrutture alle esigenze dell’enorme patrimonio idrico del nostro paese, senza sprecare una goccia d’acqua”.