Grana Padano, offerta in linea con i consumi

Nel 2021 le vendite globali di Grana Padano si sono confermate in crescita con un aumento del 2,9%, merito soprattutto dell’export che è cresciuto del 7,07% grazie anche alla congiuntura internazionale e alle nuove strategie accompagnate da Kpmg. Questa collaborazione, iniziata circa 1 anno fa, ha portato a rivisitare gli investimenti promo pubblicitari e a rivedere la struttura marketing interna e porterà all’investimento di 36 milioni di euro nel 2022.

Con 2.240.335 forme (da 37,5 kg), l’export 2021 fa segnare una crescita del +7,07%. L’Europa, con 1.862.833 forme, assorbe oltre l’83% delle esportazioni di Grana Padano, con un incremento del 5,93% rispetto al 2020.

Germania e Francia sono i principali destinatari del mercato di Grana Padano a livello europeo, rispettivamente acquistando 581.246 forme che vengono conferite sulle tavole dei tedeschi e 256.645 forme destinate ai francesi.

Gli altri principali acquirenti di Grana Padano nel mondo sono i Paesi del Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo) con un incremento complessivo del 14,92% e un totale di 188.907 forme, seguiti da Stati uniti, 172.436 forme, Svizzera 137.604 e Regno Unito con 127.567, che a causa della Brexit perde l’11,17%, unico in calo tra i principali importatori.

Completano la top dieci Spagna, Austria, Canada e Svezia che nell’anno 2021 è il paese che ha aumentato del 20,04% l’importo di Grana Padano.

La produzione nel 2021 si è dimostrata in lieve calo rispetto all’anno precedente con 5.234.443 forme pari a 2.032.896 quintali (-0,40% rispetto al 2020).

Le aree geografiche dove si è concentrata maggiormente la Produzione di Grana Padano sono:

  • Provincia di Mantova, 28 caseifici e produzione del 30,40% del totale annuo
  • Brescia, 29 caseifici e una produzione del 22,06%,
  • Cremona con 9 caseifici e il 17,46%
  • Piacenza con 20 caseifici e l’11,47%.
  •  Il Veneto, con 25 Caseifici (tenendo conto anche del latte veneto lavorato fuori Regione), ha prodotto il 15,49%.

Anche i primi 4 mesi del 2022 confermano la tendenza positiva del mercato che tuttavia risente della situazione caro-energia e mantiene le aziende consorziate in stato di allerta.