Granaio Italia, nuovi chiarimenti

Lo scorso 21 ottobre, si è tenuto un incontro ministeriale relativo all’iter di de­finizione del decreto attuativo inerente alla tenuta del registro cereali previsto nell’ambito del cosiddetto provvedimento “Granaio Italia”.

Nel corso dell’incontro i referenti ministeriali hanno informato circa le modi­fiche apportate alla bozza aggiornata D.M. relativo alla “Disciplina e procedura applicativa per il monitoraggio delle produzioni cerealicole presenti sul territorio nazionale” ai sensi degli adempimenti previsti nella legge di bilancio 2020.

Nel dettaglio la bozza, prevede anzitutto l’introduzione delle disposizioni transitorie di cui all’art. 8 e quindi la previsione di un periodo di sperimentazione di un anno, che anche Confagricoltura aveva già richiesto, e durante il quale non verranno applicate le sanzioni previste dalla legge 30 dicembre 2020 n. 178 al comma 142. Inoltre, tra le fattispecie di operatori esentati dall’obbligo di registrazione sono stati inclusi dall’amministrazione sia tutte le aziende della seconda trasformazione e quindi panifi­ci, pastifi­ci e le industrie alimentari sia le aziende zootecniche e quindi gli allevamenti che stoccano cereali destinati alla mangimistica – esonero espressamente richiesto dalla Confederazione a più riprese.

Durante la riunione Confagricoltura è intervenuta nuovamente per inserire tra le fattispecie esonerate dall’obbligo del registro anche tutte le aziende agricole che detengono il prodotto in azienda in stoccaggi privati o essiccatori aziendali. Questo evidenziando che la norma prevede un obbligo generalizzato, visto anche il valore della soglia prevista dalla norma (5 tonnellate) che è minimo ed andrebbe ad includere diverse centinaia di migliaia di aziende che detengono anche pochi ettari di superfi­cie a seminativo e che si ritroverebbero a doversi cimentare nelle registrazioni di carico e scarico per dei quantitativi minimi di granella con un conseguente aggravio amministrativo e di costi. Secondo Confagricoltura, il flusso delle operazioni dovrebbe seguire la logica secondo la quale dovrebbe essere il primo acquirente colui che registra le operazioni di carico di granella di cereali, essendo questo il primo operatore ad immettere il prodotto nel mercato, così come avviene nel caso di importazione di prodotto estero.

Anche in questa bozza aggiornata di decreto restano esonerati dalla registrazione i cereali destinati alla semina o al reimpiego aziendale; le produzioni che alla trebbiatura vengono trasferite in strutture private o associative non dovranno essere registrate dai produttori ma dai gestori di tali strutture.

Fonte: Confagricoltura Lombardia