I formaggi Made in Italy piacciono in Europa

I formaggi italiani piacciono in Europa. Nel 2020, 7 consumatori europei su 10 hanno scelto italiano. Il dato, che dimostra la resilienza del comparto caseario italiano, emerge da una ricerca Nomisma per conto di Afidop su 5 mercati: UK, Germania, Francia, Spagna e Svizzera

Nei primi dieci mesi del 2020, soprattutto a causa del blocco del canale Horeca, le esportazioni dei formaggi italiani hanno segnato un -4% rispetto al 2019. Questa riduzione nell’export emerge da un’indagine effettuata da Nomisma per conto di Afidop; ma non è tutto. Questa mette in luce chiaramente la potenzialità dei nostri formaggi sui principali mercati europei che, sebbene ancora “introvabili” per un 10% degli intervistati, possono contare su una qualità organolettica superiore.

Dai dati emerge che oltre 9 consumatori europei su 10 hanno consumato formaggi negli ultimi 12 mesi.Che sia fuori casa in ristoranti o bar, oppure sul posto di lavoro ed in mensa, da soli o in ricette, per aperitivo o come merenda fra un pasto e l’altro, i formaggi più consumati in Europa sono, secondo il percepito dei consumatori intervistati, quelli a pasta dura, seguono a pari merito i freschi e quelli a pasta semi-dura e, infine, quelli a pasta molle.

Il posizionamento dei formaggi Made in Italy 

L’Italia e la Francia figurano al primo posto tra i Paesi che producono i formaggi di maggiore qualità secondo i consumatori europei. In particolare i formaggi italiani sono quelli più consumati (eccezion fatta per Germania e Spagna, che posizionano la Francia prima del Belpaese): 7 europei su 10 hanno acquistato almeno una volta un formaggio Made in Italy nell’ultimo anno.

Vi è però un ostacolo da tenere in considerazione: la preferenza dei formaggi nazionali sugli stranieri.  Secondo i dati emersi nell’indagine il 38% di chi oggi non consuma formaggi italiani, preferisce comprare formaggi nazionali, mentre il 23% identifica nel costo elevato un secondo ostacolo. Il 25% invece, non ha mai consumato/comprato formaggi italiani perché non li conosce o non li trova presso i negozi/ristoranti che frequenta abitualmente.

Per questo motivo è opportuno intensificare il dialogo con il consumatore finale, puntando sulla qualità e la sicurezza dei formaggi italiani, sulla sostenibilità delle produzioni, sul valore aggiunto delle DOP e sul loro legame intrinseco con i territori italiani.

Fonte: Ruminantia

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