IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA LA RIFORMA DEL SERVIZIO FITOSANITARIO NAZIONALE

La riforma ridefinisce le modalità di intervento nelle emergenze adeguando la normativa nazionale a quella europea, con un piano di controllo pluriennale. Riviste le competenze tra servizi centrale e regionali

Sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri gli schemi di decreto legislativo relativi al riordino del Servizio fitosanitario nazionale, dei settori sementi, dei fruttiferi e delle ortive e della vite, elaborati nell’ambito del Comitato Fitosanitario Nazionale per l’adeguamento alle norme comunitarie.

I testi unici approvati costituiscono la base normativa che, oltre ad allineare i sistemi di controllo specifici di determinati settori al sistema di controllo fitosanitario, eliminano ogni duplicazione sia nelle procedure amministrative sia nei controlli, con indubbio beneficio per gli operatori che per l’intero sistema agricolo nazionale.

La riforma prevede la completa riorganizzazione del Servizio fitosanitario nazionale, ridefinendo competenze e responsabilità del Servizio fitosanitario centrale e dei Servizi fitosanitari regionali. A ciò si aggiunge l’adozione di un Piano di emergenza nazionale, in cui definire le linee di azione, le strutture coinvolte, le responsabilità, le procedure, nonché le risorse finanziarie da mettere a disposizione in caso di ritrovamento di focolai di organismi nocivi; il rafforzamento dei controlli alle importazioni e alle produzioni interne, l’individuazione di una rete laboratoristica nazionale per la diagnosi, la modifica della struttura del passaporto delle piante, ma, soprattutto, attraverso una maggiore responsabilità a carico degli operatori professionali in un’ottica di tracciabilità totale; la realizzazione di un sistema informatico, da collegare e rendere compatibile con quello in essere a livello europeo, per la raccolta e la registrazione di tutti i dati e le informazioni nonché la ridefinizione del sistema sanzionatorio.

Il Sottosegretario alle Politiche Agricole con delega ai servizi fitosanitari, Giuseppe L’Abbate ha dichiarato che i cambiamenti climatici e la globalizzazione degli scambi commerciali impongono un approccio più armonizzato e proattivo per garantire lo stesso livello di protezione fitosanitaria in tutta l’Ue e condizioni di parità per i numerosi operatori e produttori commerciali dell’Unione. Per questo i nuovi regolamenti comunitari incrementano i controlli alle importazioni e alla circolazione dei vegetali e introducono strutture e procedure specifiche per una gestione più rapida ed efficace delle emergenze fitosanitarie e, inoltre, fissano i requisiti minimi delle strutture di controllo e dei laboratori nonché accrescono le responsabilità di tutte le parti coinvolte, in particolare le autorità competenti e gli operatori professionali.

Il sottosegretario aggiunge poi che è necessario tenere in considerazione le realtà regionali del Servizio fitosanitario nella loro estrema diversificazione, sia per quanto concerne le strutture che per allocazione delle risorse umane e tecniche.

A fronte di questo scenario è di primaria importanza una celere e efficiente concretezza negli interventi e nelle misure da attuare per fronteggiare le oltre venti emergenze fitosanitarie attualmente presenti sul territorio nazionale, tra le più note Xylella fastidiosa e Cimice asiatica.

Secondo la Ministra Bellanova, l’approvazione dei testi unici rappresenta un importante tassello di un percorso condiviso a livello nazionale e che proseguirà poi con le opportune azioni operative. Si è entrati nella fase di finalizzazione di un processo iniziato da diversi anni con la definizione dei nuovi regolamenti europei, finalizzati a contrastare il rischio crescente di introduzione nel territorio dell’Unione europea di organismi nocivi, che possono seriamente minacciare i nostri sistemi produttivi agricoli con ripercussioni negative sulla qualità e i prezzi delle nostre derrate alimentari.