Il crollo dell’agriturismo trascina al ribasso (-11,2%) il valore delle attività connesse

I risultati dell’analisi Isvra sui dati Eurostat evidenzia che l’Italia si conferma, per valore della produzione delle imprese agricole, al terzo posto nell’UE con 56,1 miliardi e al primo posto per il valore aggiunto di settore, che corrisponde approssimativamente al reddito lordo delle imprese. Ma per le attività connesse?

Secondo un’analisi Isvra su dati Eurostat, l’Italia sarebbe testimone di un calo del valore della produzione delle attività connesse dell’11,2%. Ma non solo; L’Italia, rispetto agli altri principali paesi agricoli dell’UE, sembrerebbe abbia maggiormente sofferto la contrazione delle attività connesse e resterebbe all’ultimo posto per il compenso del lavoro agricolo. Fra le cause papabili maggiormente possibili, vi è il crollo dell’agriturismo a causa della pandemia, di gran lunga la principale delle attività connessa in Italia e di certo più sviluppata che in altri paesi europei.

Infatti se nel 2020, in tempo di pandemia da Covid-19, l’Italia limita i danni sul valore complessivo della produzione delle imprese agricole, non altrettanto si può registrare per il valore prodotto dalle attività connesse (in primis l’agriturismo), e per la persistenza all’ultimo posto del nostro Paese, rispetto ai principali paesi agricoli del’UE, quanto a remunerazione del lavoro agricolo.

I dati evidenziano sostanzialmente altre due brutte notizie: la prima mostra come l’Italia, nel 2020, segni -11,2% per valore della produzione delle attività agricole connesse, precedendo in negativo, e di molto, la Germania (-3,8%). La seconda: l’Italia conferma anche nel 2020 il più basso valore aggiunto per ULA (Unità di Lavoro Annue) pari a poco più di 29mila euro; in sostanza, il nostro Paese registra complessivamente il più alto valore aggiunto (differenza fra ricavi e costi), ma impiega, per ottenere tale risultato, un numero di ULA talmente alto (visto che le nostre imprese agricole sono tantissime) da offrire a ciascuna un reddito lordo bassissimo.
Dunque, gli agricoltori producono complessivamente molto, e soprattutto meglio (più favorevole differenza fra ricavi e costi), ma ricevono (imprese e relativi dipendenti) un compenso al proprio lavoro nettamente inferiore.