Il Direttore Generale della FAO al G20: per avere alimenti sani abbiamo bisogno di un ambiente sano

G20 Italia 2021

Il 22 Luglio scorso a Napoli, Qu Dongyu, il Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), si è rivolto ai Ministri dell’Ambiente del G20 per raddoppiare gli sforzi comuni, accrescere gli investimenti e intensificare la collaborazione con la FAO al fine di avere impatti incisivi sul pianeta.

Qu è intervenuto alla riunione dei Ministri e delle Ministre dell’Ambiente del G20, durante la quale si discutevano soluzioni per la natura e la sostenibilità. Secondo il Direttore Generale, oggi l’umanità deve fare i conti con la triplice crisi planetaria della perdita di biodiversità, del clima e dell’impatto della pandemia.

Per avere un’alimentazione sana c’è bisogno di un ambiente sano. L’attuale sfida globale è rappresentata dal dover far fronte ad una crescente domanda di cibo e di altri prodotti agricoli, stando attenti al tempo stesso a ridurre le emissioni di gas a effetto serra conservando la biodiversità, gestendo in maniera sostenibile le risorse naturali, compresa l’acqua, e proteggendo e ripristinando gli ecosistemi.

Le vite di oltre un miliardo di persone sono fortemente limitate dalla scarsità o dalla carenza d’acqua. La maggior parte delle criticità correlate alle risorse idriche potrebbero essere risolte con l’innovazione digitale, con meccanismi di governance più efficienti e con nuovi investimenti.

Il Direttore Generale della FAO ha sottolineato anche la necessità di moltiplicare gli approcci più favorevoli alla biodiversità, potenziando anche gli investimenti in azioni correlate, che reputa al momento totalmente inadeguati. Tuttavia, se si riuscisse a finanziare interamente l’obiettivo di ripristinare il suolo degradato, entro il 2030 si potrebbe riuscire ad arrestare la deforestazione.

Occorre ridestinare i sussidi agricoli che hanno effetti nocivi sul clima e la biodiversità. Secondo Qu Dongyu è necessario investire in Ricerca e sviluppo nel lungo termine per creare le innovazioni e le tecnologie fondamentali per produrre di più generando meno emissioni e senza eccedere i limiti ambientali.

I settori agricoli offrono soluzioni nodali alle crisi della biodiversità e del clima. Per promuovere tali soluzioni, Qu ha anche auspicato la creazione, da parte delle istituzioni e tramite le politiche e il necessario sostegno finanziario, di un ambiente favorevole per i piccoli produttori, le famiglie di agricoltori e le popolazioni indigene, che sono i custodi autentici delle nostre risorse naturali sul territorio.

Il Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi, un’iniziativa promossa di recente dalla FAO e dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ha offerto un’eccellente opportunità per mobilitare gli sforzi collettivi.

Il Direttore Generale ha precisato che la FAO ha lavorato muovendo dalla necessità di trasformare i sistemi agroalimentari rendendoli più efficienti, resilienti, inclusivi e sostenibili, e ciò allo scopo di conseguire i “quattro pilastri di miglioramento”, con cui la FAO intende perseguire una migliore produzione, una migliore nutrizione, un ambiente migliore e una vita migliore, senza lasciare indietro nessuno.

Fonte: fao.org