Il lungo viaggio nelle fake news

Inizia il lungo viaggio nelle fake news che attaccano il mondo dell’agroalimentare.
Prima tappa: gli agricoltori convenzionali non rispettano il terreno e le colture

Non passa giorno che non si imputino ai residui di fitofarmaci le malattie più disparate, come la celiachia e il cancro. La soluzione a questo problema starebbe solo nel mangiare prodotti biologici, come dicono le lobby del bio-business, impegnati a demonizzare l’agricoltura convenzionale e, al tempo stesso, ad inventare nuovi metodi per fare la cresta su prodotti che non pagano a sufficienza i produttori, raddoppiandone o triplicandone il prezzo di mercato.

Incominciamo quindi un lungo viaggio tra i luoghi comuni che vengono sparsi nella collettività facendo leva sulle paure delle persone, creando quel sensazionalismo buono agli affari.

Prima tappa: gli agricoltori convenzionali non rispettano il terreno e le colture.

L’ideologia del mancato rispetto del terreno da parte dell’agricoltura tecnologica trova la sua non credibilità nella storia stessa dell’agricoltura: se infatti i concimi di sintesi rendessero il terreno sterile, non si potrebbe spiegare il fatto che la produzione italiana media per ettaro di mais ad esempio è di 100 q per ettaro (osservatore agrario 2020), contro i 14 q che si ottenevano nel 1921, e cioè prima dell’avvento dei concimi di sintesi. L’agricoltore fa della sua professione uno stile di vita, ha cura e rispetto per il terreno agrario perché da esso trae gratificazione e profitto.

Circa poi l’affermazione secondo cui gli agricoltori convenzionali non rispetterebbero le colture, è giusto chiarire che rispettare le colture significa anzitutto evitare di affamarle lesinando in concimi o di farle ammalare non difendendole da malerbe, insetti e crittogame. Sarebbe infatti controproducente sia dal punto di vista della produzione, sia perché in piante coltivate in condizioni di stress ci ripagano con maggiori fattori anti-nutrizionali o sostanze tossiche.

L’agricoltura deve aprirsi all’innovazione in campo tecnologico e genetico, per garantire quel rispetto per il terreno e le colture che consente al buon imprenditore agricolo di massimizzare in quantità e qualità la propria produzione.

Seguici nelle prossime tappe ogni martedi!

Fonte; Agrarian sciences, “Le 15 menzogne sul biologico”