Il Ministro Lollobrigida alle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona

La visita a CremonaFiere del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e forestale, Francesco Lollobrigida ha ufficialmente inaugurato le Fiere Zootecniche internazionali di Cremona.

La Manifestazione ha un approccio capace di interpretare fedelmente lo spirito di una manifestazione piena di energia, capace di superare gli anni del Covid che hanno raso al suolo aziende e manifestazioni, di tornare al centro dell’attenzione non solo nazionale e di confermarsi grande protagonista (nei numeri e nella qualità). E’ questa la realtà che ha descritto Lollobrigida, con parole di apprezzamento per il lavoro svolto dal presidente di CremonaFiere, Roberto Biloni, ≪che ha organizzato ed anche rilanciato, dopo il periodo della pandemia, un sistema fieristico importante come quello di Cremona; che trova in questo straordinario evento uno dei suoi punti più alti≫. ≪E cosi, trovarsi ad inaugurare l’edizione numero 77 dimostra una volta di più, e in modo inequivocabile, quanto il settore primario sia profondamente radicato nella storia della nostra nazione in generale e di questo territorio in particolare. Condivido l’esigenza, che mi è stata riportata anche dai rappresentanti degli enti locali di muoversi nella direzione del progresso basandosi sulle imprese: fonte di benessere e ricchezza da impiegare anche nel sostegno ai più deboli, alla ricerca ed all’innovazione≫ ha proseguito il ministro.

Il pensiero agli imprenditori del settore: ≪Sono animati dalla passione e dalla capacita di far crescere le proprie aziende, tramandando di padre in figlio i segreti di un’arte che produce qualità e merita consapevolezza e legittimo orgoglio. La nostra azione di governo e rivolta naturalmente ad ogni fascia di età, ma sappiamo bene che i giovani sono il presente e il futuro. Sappiamo quanto sia importante aiutarli ad individuare la strada migliore per la loro vita e per il mondo che hanno attorno.

In merito alle priorità Lollobrigida ha dichiarato ≪Il Governo ha messo sul piatto 500 milioni per cercare di aiutare i più bisognosi, coinvolgendo produttori e grande distribuzione. Bisogna inoltre creare altro lavoro, investendo sulla ricerca, lo sviluppo, l’innovazione e il credito. Sulle nuove tecnologie come fattore di una sostenibilità compiuta (ambientale e sociale, ma anche economica). E ci batteremo per la sovranità alimentare≫. ≪Non si tratta ovviamente di autarchia, ma della volontà di riconoscere ad un popolo il diritto di scegliere cosa (e come) produrre, cosa mangiare. Il diritto di mangiare un cibo buono, di qualità e salubre. Un modello che definirei di elementare civiltà, eppure oggi sotto attacco. Con la prospettiva sempre più inquietante — e per qualche aspetto vicina — del cibo prodotto in laboratorio. Dai nostri allevamenti, rispettosi del benessere animale, arriva carne di qualità. Dunque non ci arrendiamo all’idea che questo nostro modello ‘naturale’ e figlio di una grande tradizione venga cancellato per fare posto a laboratori nei quali la carne viene prodotta come fosse un prodotto chimico qualsiasi. Non ci arrendiamo all’idea che il latte venga prodotto in stabilimenti più simili all’Ilva di Taranto che a una stalla ben tenuta, alle aziende nelle quali anche tanti giovani si dedicano con passione alla loro attività≫.

Fonte La Provincia di Cremona del 2/12/2022