Il prezzo del grano duro in rialzo

I prezzi internazionali del grano duro sono tornati al rialzo e permangono su livelli molto alti rispetto alla prima metà dell’anno. Cinque Borse merci italiane su sette danno ancora segnali positivi sul cereale pastificabile nazionale. 

Secondo le aspettative degli operatori di mercato rilevate da Borsa merci telematica le incertezzesulle disponibilitàdi prodottoa livello mondiale ed una maggiore richiesta della domanda dovrebbero sostenere nel breve periodo i prezzi del grano duro.

Bmti inoltre, nel segnalare la crescita dei prezzi del cereale nazionale, già in atto dai primi di novembre, sottolinea che sul fronte delle importazioni si è osservata una frenata degli arrivi di grano duro da paesi extra Uedel 10,2%. Dall’avvio dell’annata 2020/21, tuttavia, l’import di grano extracomunitario resta in netta crescita rispetto allo scorso anno: da luglio a ottobre l’incremento è del +43%.

I prezzi all’ingrosso in Italia continuano a salire

In Italia, il cereale pastificabile nazionale presenta cinque borse merci monitorate su sette in crescita, con tutte le piazze che presentano valori più elevati di fine luglio, inclusa Milano. In crescita il Canadese di prima qualità sulla piazza di Altamura di 2 euro alla tonnellata, stabili a Bari lo Spagnolo e il Canadese 1, mentre crescono i grani duri esteri alla granaria di Milano: sia comunitari (+2) che extracomunitari (+2).

Associazione granaria di Milano

Secondo il listino pubblicato dall’Associazione granaria di Milano il 24 novembre, sulla piazza lombarda il grano duro fino nazionale, alle condizioni “escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento”, assume i seguenti prezzi a seconda delle provenienze:

  • Produzione Nord Italia, con proteine minime 13,5%, 297 euro a tonnellata sui minimi, 304 euro sui massimi, in crescita sulla seduta del 17 novembre di 2 euro alla tonnellata; pertanto questa provenienza guadagna ora 2 euro sulla quotazione del 28 luglio.
  • Produzione Centro Italia, con proteine non determinate, 309 euro a tonnellata sui minimi, 314 euro sui massimi, in crescita sulla seduta del 17 novembre di 2 euro; pertanto anche questa provenienza guadagna ora 2 euro sulla quotazione del 28 luglio.
  • Produzione Sud Italia, non quotata.

I frumenti duri esteri comunitari presentano quotazioni in crescita di 2 euro sulla precedente seduta con una valutazione di 304 euro alla tonnellata sui minimi e 309 euro sui massimi. E pertanto registrano valori superiori di 4 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 28 luglio.

Il generico frumento duro non comunitario è stato quotato a 304-315 euro alla tonnellata e risulta pertanto in crescita di 2 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 17 novembre; pertanto ora questa provenienza guadagna 2 euro sui valori raggiunti nella seduta del 28 luglio.