Il Question Time del Ministro Patuanelli alla Camera dei Deputati sul riparto dei Fondi FEASR

Il Ministro Stefano Patuanelli

Interrogazioni a risposta immediata. L’intervento del Ministro Stefano Patuanelli

Signor Presidente, Onorevoli deputati,

Ritengo di dover fare un piccolo excursus in merito a ciò che è successo in questi mesi. Da ottobre, la Conferenza agricola, cioè quella parte della Conferenza Stato-Regioni che si occupa dell’agricoltura, ha iniziato a lavorare trovando dei criteri condivisi per il riparto del Feasr. Non si è però riusciti a trovare una soluzione. 

Da un lato, sei Regioni del centro-sud richiedevano l’applicazione dei criteri storici, mentre, dall’altro, le tredici Regioni più le Province autonome del centro-nord chiedevano di applicare i nuovi criteri cosiddetti oggettivi, anche sulla base di un accordo del gennaio 2014 che stabiliva che l’applicazione dei criteri storici sarebbe stata valida esclusivamente per l’ultima programmazione del 2014-2020. 

È evidente che poi il mancato accordo è stato sancito in Conferenza Stato-Regioni, nonostante prima a marzo e poi ad aprile, il Ministero abbia cercato di farsi parte attiva provando a proporre una soluzione di mediazione che poteva essere condivisa dalle Regioni.

Ciononostante l’accordo non c’è stato. La programmazione del 2021 è però già iniziata e le Regioni devono poter fare e proporre i loro piani di sviluppo rurale, i PSR. C’è l’esigenza di trovare, quindi, una quadra in Consiglio dei Ministri. La soluzione che proporremo nel Consiglio dei Ministri di questa o al massimo della prossima settimana verte su due elementi che procedono in modo parallelo. 

Da un lato, la conferma della proposta di riparto che avevamo fatto ad aprile che prevede, nel primo anno, il 2021, il 90% dei criteri storici e il 10% dei criteri oggettivi. Il secondo anno, invece, il 70% di criteri storici e il 30% di criteri oggettivi per il riparto. Questo nuovo criterio di riparto ovviamente incide su cinque Regioni, non per le cifre astronomiche che abbiamo sentito in qualche conferenza stampa, ma per complessivi 92 milioni di euro circa nel biennio. 

Ritenendo quindi che in questo momento nessuna Regione debba avere risorse in meno, anche per affrontare il tema post-pandemia del settore agricolo, abbiamo deciso di creare un Fondo specifico, inserendo quelle risorse (esattamente lo stesso numero di risorse, circa 92 milioni di euro) a tutela di quelle Regioni che con il nuovo criterio di riparto hanno meno fondi.

In questo modo non ci sarà una Regione che avrà un euro in meno di quanto avrebbe avuto con il riparto secondo i criteri storici. Garantiamo quindi la applicazione piena dei piani di sviluppo rurale e inseriamo più risorse complessive nel Feasr.

Credo che questa sia la soluzione migliore perché tiene dentro l’esigenza di superare i criteri storici come richiesto dalla maggior parte delle Regioni e di garantire le stesse risorse di prima anche alle Regioni del centro-sud. 

Ho già manifestato la disponibilità a tutti gli Assessori a lavorare fin da subito per individuare nuovi criteri dal 2023 che tengono dentro le esigenze di tutti. Si dovrà considerare anche ciò che accadrà alla Pac post-2020, dopo che l’accordo verrà chiuso a livello europeo, spero nel prossimo Consiglio, e quindi lavorare sia sul primo che sul secondo pilastro per trovare le soluzioni migliori per i nostri produttori.


Grazie

Fonte: Mipaaf