Il settore lattiero caseario è sull’orlo del collasso. Nuovo appello di Assolatte al Governo

Nei giorni scorsi Assolatte, l’associazione italiana che rappresenta le industrie italiane che operano nel settore lattiero-caseario, ha diffuso un appello al Governo per chiarire la situazione di estrema difficoltà che sta vivendo in questo momento il comparto. Di seguito riportiamo le parti salienti del comunicato:

Pur comprendendo le enormi difficoltà in cui sta operando il Governo e la delicatezza del momento, Assolatte si è vista costretta a ribadire ai Ministri Giorgetti, Di Maio e Patuanelli, i grandi rischi che le industrie della trasformazione del latte stanno correndo.

Da molti mesi le industrie del settore si confrontano con eccezionali rincari dei costi energetici e del gas, di tutte le materie prime, dei semilavorati, dei servizi di trasporto e logistica. “Le nostre stime prudenziali, fatte salve ulteriori impennate dei costi, ci dicono che per le nostre imprese il 2022 comporterà aumenti complessivi tra 1,5 e 1,8 miliardi di euro. Sovraccosti che incidono per il 10-12% sul fatturato complessivo del settore e che sono di gran lunga superiori alle marginalità garantire dalla trasformazione del latte”.

Come evidenzia Assolatte, è chiaro che il mancato riconoscimento di questi aumenti, così come eventuali ulteriori rincari – che dipendono anche da significative speculazioni in atto sugli energetici – metteranno in ginocchio centinaia di aziende. L’aggravarsi del problema energetico, l’imprevedibilità dell’andamento delle forniture di gas – diretta conseguenza della crisi Russia/Ucraina – possono determinare il tracollo dell’intera filiera del latte italiano. Va inoltre segnalata la grande preoccupazione del settore per la possibile riduzione della disponibilità di gas, con l’ipotesi del razionamento delle forniture. “Il latte crudo non può essere conservato – informa Zanetti –. Il latte viene prodotto, raccolto e trasformato ogni giorno. Nessun anello della catena di produzione può subire stop o rallentamenti, pena la sospensione della raccolta, con i problemi che ne conseguono per gli allevamenti, e l’impossibilità di rifornire alle famiglie italiane latte, burro, formaggi e yogurt. Prodotti che anche nei mesi più difficili della pandemia, grazie ad uno sforzo corale della filiera, non abbiamo mai fatto mancare”.

Fonte: Assolatte