In arrivo i promessi aiuti alla zootecnia

Il Ministro Patuanelli ha firmato il decreto di “Intervento a favore dei produttori del comparto zootecnico tramite la previsione di aiuti eccezionali di adattamento per i danni indiretti subiti in seguito all’aggressione della Russia contro l’Ucraina“. Il provvedimento mira a sostenere alcuni settori del comparto zootecnico maggiormente colpiti dall’aumento dei costi a causa del conflitto. L’importo complessivo a disposizione è di circa 144 milioni di euro, di cui circa 48 milioni di fondi UE, stanziati in applicazione del Regolamento sulla “Riserva di crisi”, a cui si aggiunge un cofinanziamento nazionale pari al doppio dello stanziamento UE e cioè circa 96 milioni di euro.

I settori beneficiari sono sostanzialmente i destinatari dei Premi Accoppiati Zootecnia della PAC e, infatti, gli importi saranno calcolati sulla base dei capi accertati per i Premi Accoppiati PAC 2021. L’erogazione delle risorse alle aziende è previsa entro il 30 settembre 2022.

Gli importi previsti a capo sono:

1) vacche da latte appartenenti ad allevamenti di qualità – 44,13 €;

2) vacche nutrici da carne e a duplice attitudine iscritte ai LL.GG. e RR.AA – 85,00 €;

3) vacche nutrici non iscritte ai libri/registri – 44,79 €;

4) capi macellati tra 12 e 24 mesi allevati per almeno 6 mesi – 22,61 €;

5) capi macellati tra 12 e 24 mesi allevati per almeno 12 mesi – 36,74 €;

6) capi macellati tra 12 e 24 mesi allevati per almeno 6 mesi, aderenti a sistemi di qualità/etichettatura – 36,74 €.

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È stato approvato della Conferenza Stato-Regioni uno schema di decreto, a valere sul “Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura” che interviene su alcuni dei settori zootecnici colpiti da un eccessivo innalzamento dei costi di produzione, con particolare riferimento all’aumento del costo dei mangimi e delle principali voci di costo aziendale. Con questo secondo decreto si prevedono aiuti anche per le altre filiere zootecniche, in modo da poter dare un sostegno e una tutela reale agli allevamenti e al reddito delle imprese.

Le imprese agricole interessate sono quelle di allevamento di suini, di scrofe, di vitelli, di ovicaprini, di conigli, di galline ovaiole, di tacchini, di polli, di bovini di razze autoctone.

Si tratta nel complesso di 80 milioni di euro, provenienti da risorse nazionali, da destinare a: 1) filiera suinicola (28 mln per i suini e 12 mln per le scrofe); 2) filiera delle carni bovine di età < 8 mesi (4 mln); 3) filiera dei bovini di razze autoctone in contratti di filiera di tipo privatistico o in Sistema di Qualità Nazionale SQN (5 mln); 4) filiera ovicaprini (11 mln); 5) filiera cunicola ( 3mln); 6) filiera galline ovaiole (6 mln); 7) filiera dei polli (4 mln); 8) filiera dei tacchini (5 mln); 9) filiera delle imprese di trasformazione/incubatoi/imballaggio uova (2 mln).

Gli importi saranno erogati nei limiti dei 35.000 euro per le aziende agricole e dei 400.000 euro per le imprese di trasformazione.