In calo il numero di suini dell’Unione Europea

Fonte: 3tre3

Secondo i dati Eurostat, riportati sul sito 3tre3, l’anno scorso il totale del censimento dei suini nell’UE si è attestato, a 141,55 milioni di capi, il 2,9% in meno rispetto all’anno precedente, ovvero il valore più basso degli ultimi 10 anni.

Contrariamente allo scorso anno, la diminuzione si è verificata per tutte le categorie. Il calo maggiore si è verificato nella categoria da ingrasso con una riduzione del 3,94%, seguita dalle scrofe (-3,58%) e, in misura minore, dai suinetti (-0,62%).

La maggior parte dei paesi dell’UE27 ha subito diminuzioni nel censimento totale, osservando incrementi solo in Bulgaria (+17,32%, nel 2020 aveva già un aumento del +20,4% rispetto al 2019), Lettonia (+6%), Spagna (+5,05 %, 1,66 milioni di capi in più), Irlanda (+2,08%) e Cipro e Romania con valori molto simili a quelli dell’anno precedente. Al contrario, le maggiori diminuzioni si sono verificate in Slovacchia (-16,8%), Polonia (-12,66%), Grecia (-12,51%) e Germania (-9,39%, quasi 2,5 milioni di capi in meno).

La Spagna è ancora una volta il principale produttore di suini nell’UE-27, e aumenta la propria partecipazione al totale del 2% rispetto allo scorso anno, attestandosi al 24,34% del totale censimento europeo, seguita dalla Germania, che con il 16,68% del totale diminuisce la propria partecipazione (17,8% del totale nel 2020). La Danimarca, con il 9,29% del totale, supera la Francia (9,14%) ed è il terzo produttore, seguita da Paesi Bassi e Polonia. Spagna, Germania, Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Polonia, Italia e Belgio rappresentano quasi l’85% del censimento totale dei suini dell’UE-27.

Fonte: 3tre3, dati Eurostat