INDICE FAO DEI PREZZI: AUMENTI RECORD

L’INDICE FAO DEI PREZZI DEI PRODOTTI ALIMENTARI AUMENTA DEL 2,1 PER CENTO

Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, l’Indice dei prezzi di riferimento per i generi alimentari è aumentato in settembre, trainato dai prezzi di oli vegetali e cereali.

Infatti, nel corso del mese l’Indice FAO dei prezzi ha segnato un aumento del 2,1 per cento rispetto ad agosto e del 5,0 per cento rispetto al medesimo valore nel settembre 2019.

Più nello specifico, l’Indice FAO dei prezzi dei cereali è cresciuto del 5,1 per cento da agosto e del 13,6 rispetto al valore dello scorso anno. A causare l’aumento sono state le quotazioni dei prezzi del frumento, incalzate da una vivace attività commerciale, a sua volta provocata dalle preoccupazioni circa le previsioni produttive nell’emisfero meridionale nonché dal clima secco che sta compromettendo le semine invernali di frumento nel continente europeo.

In risposta alle previsioni di un calo della produzione nell’Unione europea e alla revisione al ribasso delle scorte di riporto negli Stati Uniti, anche il prezzo del mais ha mostrato un segno positivo, cosi come i prezzi internazionali di sorgo e orzo, mentre i prezzi del riso sono andati diminuendo.

Per quanto riguarda il prezzo degli oli vegetali con riferimento a settembre, l’Indice FAO ha segnato un incremento del 6,0 per cento, raggiungendo il valore più alto degli ultimi otto mesi. A trainare la crescita delle quotazioni degli oli di palma, girasole e soia, una stabile domanda a livello globale.

Per i prodotti lattiero-caseari l’indice FAO è rimasto sostanzialmente invariato: il prezzo del burro, del formaggio e del latte scremato in polvere hanno subito un lieve rialzo, controbilanciato del calo delle quotazioni del latte intero in polvere.

Il prezzo della carne è invece sceso dello 0,9 per cento da agosto, in parte a causa della decisione del governo cinese di vietare le importazioni di carne suina dalla Germania dopo che si erano riscontrati casi di peste suina africana (PSA) tra i cinghiali. Segno negativo anche per i prezzi dello zucchero: l’indice FAO segna una diminuzione del 2,6 per cento, a causa delle aspettative di eccedenze nella produzione mondiale di zucchero nella stagione entrante, riconducibili a una significativa ripresa della produzione in India e a una forte crescita della produzione attesa in Brasile

I MERCATI DEI CEREALI RIMANGONO BEN FORNITI

La FAO ha pubblicato le nuove previsioni relative alla produzione mondiale di cereali fissate a 2.762 milioni di tonnellate per il 2020, mostrando un aumento del 2,1 per cento circa rispetto alla produzione dello scorso anno.

La nuova valutazione, che tiene in considerazione i danni prodotti dai fenomeni meteorologici sulle coltivazioni di mais in diversi grandi paesi produttori, mostra una produzione attesa di cereali secondari a livello mondiale pari a 1.488 milioni di tonnellate, in ribasso dello 0,5 per cento rispetto al precedente rapporto.

Per quanto riguarda il frumento, la produzione mondiale per il 2020 è stimata ora in 765 milioni di tonnellate, primato ottenuto grazie anche alle condizioni climatiche favorevoli in Australia, mentre la produzione mondiale di riso è stata stimata a 509,1 milioni di tonnellate.

Le previsioni relative all’utilizzo di cereali a livello mondiale nel periodo 2020/2021 parlano di un consumo di 2.744 milioni di tonnellate, in crescita del 2,0 per cento rispetto allo scorso anno. Più della metà riguardano i cereali secondari, per i quali si prevede di utilizzare 1.477 milioni di tonnellate, mentre nel caso del frumento si attende un utilizzo di 757 milioni di tonnellate, in aumento con l’aumentare del consumo in Cina e India. Nel caso del riso, invece, ci si aspetta un consumo record di 510,5 milioni di tonnellate in tutto il mondo.

Si stima che le riserve mondiali di cereali raggiungeranno un volume di 890 milioni di tonnellate al termine della stagione nel 2021, un risultato eccezionale scandito dall’incremento delle scorte di frumento in Cina.
Anche per gli scambi commerciali di cereali sul mercato globale è atteso nel 2020/2021 un record assoluto stimato in 448 milioni di tonnellate, in aumento del 2,4 per cento rispetto allo scorso anno.