Inquinamento zero: Obiettivi 2030 a portata di mano, ma occorre un’azione più incisiva

L’8 dicembre la Commissione ha pubblicato la prima relazione sul quadro di monitoraggio e prospettive sull’inquinamento zero e la relazione sulle terze prospettive in materia di aria pulita, che insieme definiscono percorsi per ripulire l’aria, l’acqua e il suolo. Dalle relazioni risulta che se le politiche dell’UE hanno contribuito a ridurre l’inquinamento atmosferico e l’inquinamento da pesticidi, i livelli dell’inquinamento sono ancora troppo alti; in altri settori, come il rumore, i nutrienti, la produzione di rifiuti urbani, i progressi hanno subito una battuta d’arresto. I risultati indicano che, nel complesso, se l’UE vuole raggiungere gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento per il 2030, è necessaria un’azione molto più incisiva, ossia l’adozione di nuove leggi antinquinamento e una migliore attuazione di quelle vigenti.

I progressi verso il conseguimento dei sei obiettivi sull’inquinamento zero sono ineguali: diminuisce l’inquinamento da pesticidi, antimicrobici e rifiuti marini, ma non si è avanzato molto sul rumore, i nutrienti e i rifiuti. Peraltro, i tassi complessivamente alti di conformità alle norme unionali sull’inquinamento delle acque potabili e di balneazione (rispettivamente > 99% e > 93%) sono incoraggianti. Per il 2030, con un maggiore impegno si possono raggiungere la maggior parte degli obiettivi.

Tuttavia i livelli di inquinamento attuali sono davvero troppo alti: ogni anno oltre il 10% dei decessi prematuri nell’UE è ancora legato all’inquinamento ambientale, principalmente atmosferico ma anche acustico e all’esposizione a sostanze chimiche, e questi due ultimi settori sono probabilmente sottostimati. L’inquinamento danneggia la biodiversità. Vi sono differenze significative tra gli Stati membri, con livelli di mortalità prematura intorno al 5-6% nel nord e al 12-14% nell’Europa meridionale e orientale.

La Commissione ha portato a termine tutte le 33 azioni annunciate nel piano d’azione sull’inquinamento zero del 2021: perché servano, nella relazione si chiede di raggiungere in tempi brevi un accordo e quindi l’adozione di proposte legislative volte a ridurre l’inquinamento, e di migliorare l’attuazione delle disposizioni vigenti a livello locale, nazionale e transfrontaliero. In particolare si ritiene che, se l’UE attuasse tutte le misure pertinenti proposte dalla Commissione, il numero di decessi prematuri dovuti all’inquinamento atmosferico diminuirebbe di oltre il 70% nel 2030 rispetto al 2005; le misure per l’aria pulita comporterebbero benefici superiori ai costi e un aumento complessivo del PIL. La relazione sottolinea inoltre l’importanza di promuovere iniziative mondiali e di sostenere i paesi terzi negli sforzi per ridurre l’inquinamento.

Fonte: Commissione UE – Confagricoltura