LA COMMISSIONE ADOTTA GLI ORIENTAMENTI RIVEDUTI SUGLI AIUTI DI STATO NELL’AMBITO DEL SISTEMA DI SCAMBIO DI QUOTE DI EMISSIONI DELL’UE

In linea con il Green Deal europeo e con l’obiettivo dell’UE di diventare la prima economia climaticamente neutra entro il 2050, la Commissione ha adottato gli orientamenti riveduti sugli aiuti di Stato concessi nell’ambito del sistema per lo scambio di quote di emissioni dell’UE, nel quadro del sistema di scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra post-2021 (gli “orientamenti ETS”). Gli orientamenti entreranno in vigore il 1º gennaio 2021.

ORIENTAMENTI ETS E RISCHIO RILOCALIZZAZIONE

Gli orientamenti ETS mirano a ridurre il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio – la pratica in base alla quale le imprese trasferiscono la produzione in paesi al di fuori dell’UE caratterizzati da politiche climatiche meno ambiziose – che non comporta, a fronte della riduzione delle attività economiche nell’UE, alcuna riduzione delle emissioni di gas a effetto serra a livello mondiale.

In particolare, essi consentono agli Stati membri di compensare alle imprese dei settori a rischio una parte dei costi più elevati dell’energia elettrica che esse devono sostenere a causa dei segnali di prezzo del carbonio creati dal sistema EU ETS (i cosiddetti “costi indiretti delle emissioni”). Allo stesso tempo, una sovracompensazione delle imprese rischierebbe di contraddire i segnali di prezzo creati dal sistema EU ETS per promuovere una decarbonizzazione dell’economia efficace sotto il profilo dei costi e potrebbe creare indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico.

GLI ORIENTAMENTI ETS RIVEDUTI

In tale contesto, Gli orientamenti ETS riveduti:

a) prevedono la concessione di aiuti soltanto ai settori a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio a causa degli elevati costi indiretti delle emissioni e della loro forte esposizione al commercio internazionale. Sulla base di una metodologia obiettiva, sono stati selezionati come ammissibili 10 settori e 20 sottosettori (rispetto ai 14 settori e ai 7 sottosettori previsti dai precedenti orientamenti);

b) prevedono un tasso di compensazione fisso del 75 % nel nuovo periodo (con una riduzione rispetto all’85 % previsto all’inizio del precedente periodo di scambio del sistema ETS) ed escludono le compensazioni per le tecnologie non efficienti, al fine di mantenere gli incentivi delle imprese a favore dell’efficienza energetica e

c) subordinano la compensazione ad un ulteriore impegno a favore della decarbonizzazione da parte delle imprese interessate, ad esempio al rispetto delle raccomandazioni emerse dai rispettivi audit sull’efficienza energetica.

Gli orientamenti tengono inoltre conto delle specificità delle piccole e medie imprese (PMI), in linea con la strategia per le PMI per un’Europa sostenibile e digitale, esentandole dal nuovo requisito in materia di condizionalità, al fine di limitarne gli oneri amministrativi.

VALUTAZIONE DI IMPATTO

La Commissione ha completato una valutazione approfondita e una valutazione d’impatto, in linea con gli orientamenti per legiferare meglio, con il contributo di un consulente esterno. In tale contesto, la Commissione ha condotto numerose consultazioni, tra cui una consultazione pubblica basata su un questionario e una consultazione mirata, al fine di raccogliere i contributi dei settori interessati. Nel quadro di una consultazione pubblica svoltasi dal 14 gennaio al 10 marzo 2020, la Commissione ha inoltre chiesto il parere dei portatori di interesse in merito alla proposta di orientamenti riveduti. Tutti i dettagli relativi alla consultazione pubblica sono disponibili online.

I nuovi orientamenti, la relazione sulla valutazione d’impatto e tutti i documenti giustificativi sono disponibili qui.

La Commissione sta inoltre valutando e rivedendo altri orientamenti in materia di aiuti di Stato, tra cui disciplina sugli aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia, per garantire che risultino pienamente in linea con gli obiettivi della Commissione in materia di ecologia e digitalizzazione.

CONTESTO

Nel dicembre 2019 la Commissione europea ha presentato il Green Deal europeo, una tabella di marcia per rendere l’economia dell’UE sostenibile e conseguire la neutralità climatica entro il 2050, trasformando i problemi climatici e ambientali in altrettante opportunità in tutti i settori strategici e rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti.

Il sistema EU ETS è una pietra angolare della politica dell’Unione nella lotta ai cambiamenti climatici e rappresenta uno strumento fondamentale per contenere le emissioni di gas a effetto serra in modo efficace sotto il profilo dei costi. Istituito nel 2005, l’ETS rappresenta e resta il primo e più grande mercato del carbonio a livello mondiale ed è presente in tutti e 27 i paesi dell’UE, oltre che in Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

Fissando un prezzo per il carbonio, esso produce risultati concreti per l’ambiente: l’Unione europea è già sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra previsto per il 2020.

La scorsa settimana la Commissione ha presentato un piano per realizzare un’ulteriore riduzione del 55 % delle emissioni entro il 2030. Inoltre, entro giugno 2021, la Commissione riesaminerà e, se del caso, proporrà di rivedere tutti gli strumenti politici, tra cui la direttiva EU ETS, necessari per conseguire le ulteriori riduzioni dei gas a effetto serra.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA