La grande «sfida» della genetica: ora Fris.Ital.I è pronta

Conto alla rovescia per l’autorizzazione al libro genealogico ≪Indipendenti e competitivi per recuperare il terreno perduto≫

Per i primi mesi dell’anno prossimo è atteso il disco verde alla tenuta del libro genealogico, ma dal punto di vista organizzativo è già tutto pronto per il pieno decollo di Fris.Ital.I, l’Associazione Nazionale Allevatori Frisona Italiana Indipendente che lo scorso settembre è stata riconosciuta dal Ministero come ente selezionatore, ai fini della registrazione certificata delle genealogie e della realizzazione di un programma genetico per la razza Frisona. Le sfide e la mission dell’associazione sono state presentate ieri a CremonaFiere nel convegno promosso dai padroni di casa, insieme alla stessa Fris.Ital.i e a Confagricoltura Lombardia, con gli interventi della presidente Elisabetta Quaini (vicepresidente della Libera Agricoltori), Fabio Curto (coordinatore del tavolo di Confagricoltura sulla riproduzione animale), degli allevatori Giovanni Cerri e Raffaele Di Ciommo e del moderatore Giovanni De Luca (‘Allevatori Top’). Quasi un battesimo sul campo per la nuova iniziativa fortemente voluta dagli allevatori, come del resto è stato per il nuovo corso delle Fiere Zootecniche dopo il trasferimento della Mostra nazionale della Frisona a Montichiari. «Cremona è la Fiera Zootecnica italiana e mondiale e deve continuare ad esserlo — ha detto Quaini —. Abbiamo sentito il dovere di impegnarci per questo, mettendoci la faccia e il grande cuore degli allevatori. Con tanta voglia di futuro unita alla gratitudine verso quanti ci hanno portato fino a qui: certamente Piero Mondini (co protagonista dell’inaugurazione di venerdì, ndr), ma anche Palmiro Villa che venerdì non c’era, e Giuseppe Mainardi, che non c’è più». Una ripartenza «nel nome della libertà e del desiderio di fare»: due valori centrali anche per Fris.Ital.I, «associazione di allevatori di successo orientati al futuro. Non siamo nati ‘contro nessuno’, non abbiamo alcuna finalità polemica», ha sottolineato Quaini, smarcando dall’ombra della ripicca un movimento frutto anche della forte insoddisfazione per la recente gestione di Anafibj, lo storico ente selezionatore titolare del primo libro genealogico. «Introduciamo un elemento di concorrenza che può solo essere positivo; puntando a modelli più avanzati e competitivi di servizi (affidati a Sinergy, della quale Fris.Ital.I è socio fondatore, ndr), a recuperare il troppo terreno perduto nei confronti dei nostri colleghi di altri Paesi – Usa e Canada su tutti – nei campi della genetica e della genomica; promuovendo nuove tecnologie e una nuova cultura imprenditoriale. Ci aspettano un grande lavoro, sfide severe ed altri anni difficili. Il nostro comparto è scosso sino alle fondamenta dall’aumento spaventoso dei prezzi delle materie prime. Gli allevatori chiedono risposte importanti e siamo convinti che un’iniezione di efficienza, innovazione, collaborazioni internazionali e – perché no? – di libertà al passo con i tempi, possa fare la differenza». Ad illustrare dal punto di vista normativo e tecnico il percorso che ha portato alla nascita di Fris.Ital.I è stato invece Fabio Curto; più esplicito anche nel rivendicare la scelta per molti aspetti obbligata di interrompere il monopolio di Anafibj, «secondo le possibilità espressamente previste dalla nuova normativa europea. Sono stato additato come quello che guidava l’attacco alla fortezza — ha ricordato — ma credo che tutto vada letto in modo più semplice e lineare. Mettiamola così: se uno viene lasciato fuori di casa, ha solo due alternative. O dorme sotto un ponte o si costruisce una casa nuova. Ed è quello che abbiamo fatto, insieme a tanti colleghi che non si sentivano più né a casa né ascoltati. Poi è chiaro che la strada davanti a noi non era propriamente spianata, e che ancora oggi c’è chi va diffondendo notizie quantomeno imprecise. Ma la legge è chiara e noi ci atteniamo alla legge». Il futuro? «Promette bene — ha commentato Raffaele Di Ciommo, allevatore di Potenza che fin dal primo momento ha aderito con particolare convinzione al progetto diFris.Ital.I. —. Grazie a questa iniziativa ci aspettiamo di recuperare il forte ritardo accumulato nei confronti del resto del mondo. Ormai da tempo, molti di noi si appoggiavano a centri servizi oltreconfine. Ora tutti coloro che lo vorranno avranno a disposizione ciò che davvero serve per far crescere le loro imprese». Anche Giovanni Cerri è tra i fautori della svolta: «Frutto di esigenze fondamentali degli allevatori. Dovevamo riprenderci ciò che era nostro e andava gestito al nostro servizio». Missione compiuta, si è detto ieri davanti ad una platea nella quale non è ovviamente voluto mancare il presidente di Synergy, Enrico Santus. In un clima nel quale finalmente si tornava a respirare aria di futuro. Per Fris.Ital.I come per le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona e la loro nuova edizione; tutt’altro che scontata e dunque – se possibile – ancora più importante. Attraversata da momenti di autentica commozione per avercela fatta, o di festa per stemperare la tensione. «Una festa bellissima come l’asta dell’altra sera», ha sottolineato Giovanni De Luca. Un gran movimento, frutto di creatività che può sembrare confusione. «Insomma, un buridone», ha sintetizzato con un’espressione cara allo slang bolognese. Prima di concludere con l’ipotesi che comincia a fare capolino in queste ore: «Ho l’impressione che alla fine quello spostamento a Montichiari abbia fatto bene a Cremona. Vi ha spinto a tirare fuori gli attributi, a reagire rispetto alla situazione un po’ sopita degli ultimi anni». Quando forse sembrava che bastasse una grande storia per garantirsi il futuro.

Fonte: La Provincia 29/11/21 – Articolo di Andrea Gandolfi