La risposta agli attacchi al settore arriva dalla scienza

Intervista ad EFA NEWS al presidente dell’Accademia nazionale dell’agricoltura, Giorgio Cantelli Forti

sostenibilità

E’ molto interessante la risposta data dal Prof. Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura in un’intervista esclusiva ad EFA News, dopo che, in occasione delle Giornata della Terra, il WWF ha accusato il sistema mondiale di produzione e consumo di cibo, di provocare da solo l ’80% di estinzione di specie e habitat a livello globale.

I dati scientifici rappresentano però tutta un’altra verità: secondo l’Onu, l’ impatto del sistema agroalimentare a livello mondiale sull’ambiente sarebbe il 24%, mentre in Europa la percentuale è più contenuta raggiungendo il 10,3% secondo quanto riportato nel documento ufficiale della Commissione sul progetto Farm to Fork. La situazione in Italia, stando agli ultimi dati Ispra, sarebbe ancora più virtuosa con una percentuale del 7,6%.

Molte le osservazioni che sono scaturite dall’intervista, dove il Prof. Giorgio Cantelli Forti, ha ribadito come nella comunicazione attuale la moda dominante sia sempre più sbilanciata verso rigide asserzioni unilaterali per attrarre audience e attenzione, con il risultato di creare pericolose derive di opinione e speculazioni. Il documento WWF, infatti, si dimostra limitato perché unilaterale, scientificamente scorretto in quanto intriso di toni scandalistici e pericoloso perché di facile strumentalizzazione e ingenerante provocazione in tutto il mondo. Nel documento inoltre mancano le soluzioni atte a soddisfare la richiesta di cibo da parte dell’Umanità e soprattutto le possibili alternative alle produzioni agricole che, al momento se messe in crisi aprirebbero uno scenario drammatico. “Solo un indipendente approccio scientifico, costante e olistico, può fornire dati reali da cui trarre le metodologie d’intervento” ha sottolineato Cantelli Forti a EFA News.

Oltre all’importanza e alla necessità di basarsi sulla scienza, lasciando fuori speculazioni di ogni genere, il Professore ha portato all’attenzione un importante dato di fatto: la biodiversità è parte della cultura e dell’azione del mondo agricolo e, proprio sul controllo dell’emissione di CO2 e la sua fissazione, in agricoltura sono oggi in atto numerose ricerche e studi per concorrere tramite le culture e le piantagioni al suo equilibrio. A questo proposito il Prof. Cantelli Forti, ha ricordato il Castagneto scientifico-didattico di Granaglione, realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna sull’Appennino bolognese: applicato sul tronco di ciascun albero, un piccolo e sofisticato apparecchio opera tramite specifici sensori misurando la crescita diametrica dell’albero, stimando quanta acqua la pianta traspira, quanta ne preleva dal suolo, indicando la quantità di CO2 assorbita, valutando il colore delle foglie e facendo comprendere se sono in atto particolari patologie. Quanto rilevato permette inoltre di misurare la gestione e la fissazione della CO2. La corretta gestione del castagneto ha evidenziato in vent’anni di monitoraggio un incremento dello stock di carbonio nel suolo e il progressivo miglioramento della respirazione microbica ha ridotto di molto l’emissione di CO2.

Altri risultati, ha evidenziato l’esperto, dimostrano che un campo di mais o un frutteto organizzato possono essere molte volte più depuranti per l’ambiente di una equivalente superficie di foresta. Sarà opportuno quindi cominciare a ragionare in maniera diversa.

L’intervista ha poi trattato un altro tema caldo; il consumo di carne. Anche questo, secondo il WWF, colpevole del cambiamento climatico. Sostituire il consumo di proteine animali con quelle di origine vegetali sarebbe un errore sotto diversi punti di vista: da un punto di vista nutrizionale la carne rossa contiene la quantità necessaria di tutti gli aminoacidi essenziali per l’uomo, mentre alcuni lo sono parzialmente nel pesce e ancora meno nei vegetali, ed è inoltre la principale fonte alimentare di ferro altamente biodisponibile e di vitamina B12. Per lo sviluppo organico e la salute è fondamentale avere un’alimentazione sana ed equilibrata che garantisca il giusto quantitativo di proteine animali e organiche.

“Teniamoci cara la nostra Agricoltura tutelando le aree a questa vocate. Il futuro ambientale del nostro Paese risiede anche nelle straordinarie eccellenze alimentari che vanno difese dalle contraffazioni: dobbiamo incentivare questa indispensabile fonte economica dell’Italia che favorisce la biodiversità delle nostre produzioni agricole” ha concluso il Prof. Cantelli Forti.

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Fonte: EFA News