La zootecnia e i farmaci «L’utilizzo consapevole»

Classy Farm: i vertici dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia a confronto con la Libera

A poco più di un mese dal debutto della nuova Pac, tra gli allevatori restano dubbi e timori sui reali effetti di uno strumento che non deve poter appesantire ulteriormente bilanci e prospettive delle imprese agricole, già alle prese con un quadro congiunturale reso quanto mai ostico dall’esplosione dei costi di produzione, a partire da quelli energetici. Bisogna dunque accelerare nella direzione del dialogo, della comunicazione, del chiarimento di quali siano effettivamente le strade da percorrere ed i vantaggi collegati al raggiungimento di determinati obiettivi.

Un ‘compito’ che ieri mattina, presso la sede di piazza del Comune, è stato al centro dell’incontro tra una delegazione della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, guidata dal presidente Riccardo Crotti, il dirigente Ats Maurilio Giorgi e i vertici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, con il contributo in video collegamento dalla sede nazionale di Confagricoltura di Vincenzo Lenucci e Daniele Mezzogori. «Abbiamo fatto il punto sull’applicazione generale di Classy Farm (sistema di categorizzazione del rischio degli allevamenti in tema di sanità pubblica veterinaria, ndr) per quanto riguarda gli eco schemi ed i relativi pagamenti Pac», ha spiegato il direttore generale dell’Iszler, Piero Frazzi.

Un discorso riguardante in particolare, l’eco schema 1, che prevede un sostegno specifico per la riduzione del farmaco veterinario ed il benessere animale. «Il nostro Istituto — ha sottolineato Frazzi — ha compiuto un notevole investimento in Classy Farm (secondo quanto previsto dalla normativa) per fornire al sistema uno strumento utile sia nella prospettiva della salute animale che in ordine alle connesse opportunità economiche per le aziende. Da parte nostra ci sarà la massima attenzione per fare in modo che tutto funzioni in modo puntuale e corretto; per garantire comunicazione e formazione, e perché questa si riveli un’occasione di crescita del sistema allevatoriale». L’obiettivo principale l’ha precisato il dirigente Iszler Loris Alborali (con lui anche il direttore sanitario Giuseppe Merialdi e il responsabile del Centro di referenza nazionale del benessere animale, Luigi Bertocchi): «È quello di andare verso la riduzione dell’utilizzo dei farmaci negli allevamenti». Seguendo un percorso necessariamente ‘personalizzato’, «che tenga conto della situazione specifica di ogni singola realtà».

Ieri c’è stato dunque modo di rispondere a molti dubbi e domande di natura tecnica (mentre le questioni ‘politiche’ relative all’attuazione nazionale della Pac si giocano ovviamente su altri tavoli, anche se con il Masaf, il Ministero della Salute e l’Agea c’è un dialogo costante). «Un incontro decisamente utile, per il quale desidero ringraziare gli amici dell’Iszler e quelli di Confagricoltura nazionale. Ci hanno aiutato a trattare un tema di grande importanza — ha commentato Crotti —. Del resto, la nostra ‘mission’ sindacale è proprio quella di accompagnare gli imprenditori anche con gli strumenti di conoscenza necessari allo sviluppo delle loro attività. Per questo penso ad un nuovo incontro su questo tema ed ad uno sulla biosicurezza negli allevamenti».

Fonte: La Provincia di Cremona del 25/11/2022