27-11-2022

Ovinicoltura: a Cremona Stati Generali della filiera Riconosciamo il valore del settore con l’intenzione di sostenerlo Completiamo l’offerta garantendo un lavoro di promozione

Focus il 2 dicembre con il presidente di Confagricoltura Giansanti, esperti del settore e politici

cremona Per quanto venga spesso considerato marginale, il settore ovicaprino riveste un ruolo strategico per l’economia zootecnica del nostro Paese. E per questo, considerando come l’intera filiera valga quasi un miliardo di euro annui tra produzione di latte e carni, con un totale di 135 mila allevamenti e circa 7,4 milioni di capi, avrà uno spazio significativo alle Fiere Zootecniche Internazionali, in programma a Cremona dall’1 al 3 dicembre. «Riconoscendo il valore del settore e con l’intenzione di sostenerlo, quest’anno abbiamo deciso di introdurre il tema dell’ovinicoltura con gli Stati Generali dell’ovinicoltura italiana all’interno delle fiere — dichiara Roberto Biloni, presidente di Cremona Fiere —. Ritenevamo importante completare l’offerta della fiera zootecnica, per questo abbiamo inserito il settore ovino e stiamo costruendo le basi per un importante lavoro di promozione della filiera a partire dall’incontro del prossimo 2 dicembre». Agli Stati Generali dell’ovinicoltura italiana, in sala Amati, dalle 16.30, prenderanno parte Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura; Riccardo Crotti, presidente di Confagricoltura Lombardia e della Libera Associazione agricoltori Cremonesi; Angela Saba, presidente della FNP Allevamenti Ovicaprini di Confagricoltura; Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di Tutela Pecorino Romano Dop; Carlo Santarelli, presidente del Consorzio Pecorino Toscano Dop; Marcello Mele, Università Pisa Dipartimento Alimentazione Agricoltura e Ambiente; il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna; Gennaro Giliberti, dirigente Agricoltura Regione Toscana; gli imprenditori Tiziano Iulianella e Dino Cartoni. Moderatore: Vincenzo Lenucci. «Purtroppo anche il settore ovicaprino sta vivendo una difficile congiuntura a causa dell’aumento dei costi di produzione e delle quotazioni insoddisfacenti – spiega Angela Saba - che, sebbene in aumento, non consentono di coprire i maggiori costi, soprattutto a causa dei rincari per mangimistica ed energia. Una manifestazione come la Fiera di Cremona rappresenta il luogo ideale per meglio far conoscere il valore di questo settore in aree dove ad oggi ancora rimane poco sviluppato e per promuovere scambi di conoscenza e partenariati che possono rafforzare il comparto». L’Italia ha un ruolo determinante nella produzione ovicaprina a livello europeo: il nostro Paese è al primo posto per produzione di formaggi a base di latte di pecora, al terzo per la produzione di latte ovino dietro Grecia e Spagna e al settimo posto per la produzione di cani ovicaprine. A livello nazionale, la metà dei capi allevati oggi sono in Sardegna e lì si concentra quasi la metà del valore della produzione di carne e latte; il resto del patrimonio ovicaprino e della relativa produzione è localizzato tra Sicilia, Toscana e Lazio ed in misura minore Calabria, Basilicata e poi nel resto d’Italia.