«Latte, aziende in difficoltà. Il prezzo deve aumentare»

Il mondo degli allevatori ha rilanciato l’appello durante il tavolo tecnico regionale tenuto a Milano. Fra due settimane nuova riunione, si cerca l’intesa sui criteri di valutazione dei costi di produzione.

La prossima riunione dovrebbe tenersi nel giro di quindici giorni, per proseguire il confronto su un possibile indice di valutazione del costo di produzione a carico degli allevatori. Ma i tempi lunghi non sono comunque compatibili con le esigenze delle aziende agricole, che oggi non riescono a coprire i costi e rischiano di veder innestare dinamiche negative irreversibili. L’allarme del mondo allevatoriale è stato rilanciato con fermezza ieri pomeriggio a Milano, durante il tavolo tecnico regionale sul prezzo del latte al quale hanno partecipato i soggetti a vario titolo coinvolti, incluso il mondo accademico ed eccezion fatta per la grande distribuzione.

«La criticità della situazione che colpisce i produttori, stretti tra l’impennata dei costi ed un prezzo alla stalla non adeguato neppure a coprirli – quando sarebbe logico e necessario guadagnare qualcosa – è stata sostanzialmente condivisa da tutti», sottolinea Maurizio Roldi, che guida la Op MondoLatte e lunedì è stato eletto alla presidenza della sezione di prodotto di Confagricoltura Lombardia. Al momento continua però a mancare l’intesa su come porvi rimedio, perché gli industriali – trapela da altre fonti – avrebbero ribadito l’indisponibilità ad accollarsi l’aumento del prezzo alla stalla; sottolineando che anche loro hanno subìto un incremento dei costi e che i margini andrebbero individuati in altri segmenti della filiera (come la grande distribuzione, ieri assente, e non solo). Su questo versante, dunque, ieri non sono arrivate risposte; e forse non potevano ancora arrivare. Ma i produttori hanno ribadito l’urgenza di sbloccare la situazione. In merito alla sua elezione, Roldi ha espresso parole di ringraziamento per i colleghi che gli hanno manifestato col voto la loro fiducia. «Il mio compito è quello di rappresentarli al meglio anche in questa fase così difficile. È un impegno molto importante, nel quale sarà necessario lavorare insieme e fare il massimo per cercare di ottenere i risultati migliori».

Sui lavori del tavolo tecnico è intervenuto anche l’assessore regionale all’agricoltura, Fabio Rolfi. «Personalmente, continuo a credere che ci siano i margini per arrivare ad un aumento del prezzo alla stalla», ha commentato. «Il rinvio al 2023 dell’entrata in vigore della sugar tax e della plastic tax rappresenta un gesto concreto del Governo a favore dei trasformatori; sarebbe quindi logico un analogo segnale di disponibilità da parte loro per contribuire a fronteggiare l’emergenza di questi mesi. L’aumento del prezzo del latte alla stalla è vitale per molte aziende». Rolfi ha anche sottolineato l’importanza dello sforzo al centro dei lavori del tavolo tecnico. «Entro fine anno vorrei arrivare alla determinazione quanto possibile oggettiva e condivisa di un metodo per definire il costo di produzione del latte; offrendo così alle parti lo strumento per garantirne una remunerazione dinamica ma comunque sempre superiore ai costi. L’obiettivo di Regione Lombardia è questo, e credo sia quello più significativo che può essere perseguito in proposito da parte delle istituzioni, perché mette a disposizione degli operatori interessati un elemento oggettivo con una prospettiva di lungo periodo».

Fonte: articolo di Andrea Gandolfi – La Provincia del 27/10/21