Latte: gli ultimi dati a livello internazionale e nazionale

Secondo quanto rivelato dagli analisti di Rabobank, nel 2021 si riscontrerà un aumento dell’1,1 della crescita della produzione lattiera mondiale. La domanda infatti sembrerebbe essere in graduale ripresa con il procedere delle campagne vaccinali e con la progressiva uscita dall’emergenza.

In moderata ripresa anche i consumi mondiali e i trend macroeconomici, dopo la battuta d’arresto del 2020. Il Pil globale, sempre secondo i dati Rabobank, dovrebbe rimbalzare quest’anno del 4,5%, dopo il meno 3,8% del 2020, anche in considerazione di una progressiva normalizzazione della situazione dovuta al Covid.

Sul fronte dell’offerta, a spingere saranno soprattutto gli allevamenti di bovini da latte statunitensi, anche se i costi elevati dei mangimi e il protrarsi di uno scenario inflazionistico sulle materie prime alimentari potrebbero frenare la dinamica espansiva, per lo meno nella seconda metà dell’anno.

Sia in Europa che in Sud America si profila, al contrario, una graduale attenuazione delle consegne di latte ai caseifici, a fronte di una sostanziale tenuta dell’output australiano e di una crescita solo marginale negli allevamenti neozelandesi, dove i prezzi hanno assunto di recente una tendenza alla crescita.

Per quanto riguarda l’Unione europea, intanto, la produzione di latte, stando ai preconsuntivi dell’Eurostat, l’ufficio statistico di Bruxelles, ha fatto segnare nel 2020 una crescita annua dell’1,7%, trascinando al rialzo anche l’output di burro (+2,6% sul 2019), grazie al traino della domanda di Stati Uniti e Cina. In aumento anche le produzioni di polveri (+1,7% sia quelle scremate che intere) e di formaggi (+1,6%), in un contesto comunque di ulteriore diminuzione delle consistenze nelle stalle europee, ma di rese produttive migliori.

Nell’intera annata 2020 in Italia, i dati Agea mostrano per le consegne di latte un aumento del 4,4%, a 12,6 milioni di tonnellate, grazie soprattutto alla spinta degli allevamenti lombardi. Un risultato che conferma la forte accelerazione della dinamica produttiva rispetto al 2019, anno che aveva chiuso con una crescita di soli 3 decimi di punto.
Da rilevare che gli ultimi dodici mesi, nonostante i dazi americani, hanno lasciato in eredità un risultato positivo anche per l’export di formaggi e latticini made in Italy. In base ai dati dell’Istat le vendite sono cresciute a volume di circa il 2%, seppure a fronte di una flessione di 3 punti percentuali del corrispettivo economico.