Le principali dinamiche della campagna pomodori 2020/21

Sommario:

Il punto della campagna pomodori 2020/2012

Buoni risultati per la campagna pomodori 2020/21: l’Italia è il terzo produttore di pomodoro fresco destinato alle conserve rappresentando, nel 2020, il 13% della produzione mondiale e il 53% di quella europea. Il fatturato industriale ammonta a 3,5 miliardi di euro, di cui 1,8 provengono dalle esportazioni. L’Italia si conferma inoltre il primo paese produttore ed esportatore di derivati del pomodoro destinati direttamente al consumatore finale e il 60% circa delle conserve rosse lavorate in Italia viene esportato. Ma analizziamo più nel dettaglio le dinamiche della campagna pomodori 2020/21.

In Italia, la campagna di produzione dell’estate 2020 si è chiusa con un incremento (+8% rispetto al 2019) dei quantitativi conferiti all’industria conserviera nazionale. In alcune aree del Nord, la fase agricola della filiera è stata premiata da rese per ettaro alte mentre in alcune zone del Sud, in particolare in provincia di Foggia, la resa areica è stata penalizzata dalla scarsa disponibilità di acqua per l’irrigazione.

Nell’ultima campagna commerciale – da settembre 2019 ad agosto 2020 – sono andate molto bene le vendite al dettaglio delle conserve di pomodoro. Infatti, dopo anni di inesorabile declino, in termini di quantità acquistate, nell’ultima stagione è stato registrato un incremento del 7% su base annua. La campagna 2019/2020 è stata caratterizzata dall’azzeramento degli stock di magazzino dei formati retail a causa dell’incremento dei consumi domestici che c’è stato nel periodo del lockdown e che è proseguito anche nei mesi successivi.

Lo scenario è completamente diverso per il canale Horeca (la ristorazione pubblica e privata) che normalmente assorbe circa un terzo della produzione di conserve di pomodoro e che, durante i mesi della prima emergenza sanitaria, ha registrato un netto crollo delle vendite, legato alla chiusura dei punti di consumo fuori casa sia in Italia sia all’estero, con effetti negativi che continuano ancora oggi. Sul versante del commercio con l’estero, va ricordato che, tra gli ortofrutticoli, le esportazioni di conserve di pomodoro sono il prodotto che genera il miglior saldo della bilancia commerciale. Nella campagna commerciale 2019/2020 l’attivo ha sfiorato la quota record di 1,7 miliardi di euro in aumento dell’8% su base annua, grazie all’aumento del 10% dei prezzi medi all’export che ha compensato la flessione registrata in termini di quantità spedite.

La fase agricola

Quest’anno, il livello dell’offerta mondiale è cresciuto del 3% rispetto alla campagna precedente, soprattutto grazie alla ripresa della produzione cinese ma anche a quella di Italia, California e Turchia che bilanciano la riduzione registrata da Spagna, Portogallo e Iran.

Il WPTC (World Processed Tomato Council) stima per il 2020 una produzione mondiale di circa 38,5 milioni di tonnellate. La California con oltre 10,2 milioni di tonnellate trasformate è la principale area produttiva, vantando una quota del 27% del totale; seguono Cina e Italia rispettivamente con il 15 e 13%.

In Italia la campagna di trasformazione del pomodoro si è conclusa con una produzione complessiva di 5,16 milioni di tonnellate di pomodoro lavorato, in aumento dell’8% circa rispetto al 2019, a fronte di 65.600 ettari messi a coltura, +2% sul 2019. In particolare, nel Nord Italia, le consegne di pomodoro all’industria di trasformazione sono ammontate a 2,74 milioni di tonnellate, con un aumento del 15,7% sullo scorso anno mentre nell’area Centro-Sud, sono stati consegnati all’industria 2,42 milioni di tonnellate

Inoltre, nel 2020, la superficie investita a pomodoro da industria è aumentata sia rispetto al 2019 (+1,6%) sia rispetto al dato medio del triennio 2017-2019 (+4,1%). Negli ultimi anni, nel bacino produttivo del Nord Italia la quota della superficie investita a pomodoro da industria è oscillata tra il 56 e il 58% del totale nazionale. Gli investimenti nel bacino produttivo del Centro-Sud sono cresciuti dell’1,9% rispetto al 2019 e del 6% rispetto al dato medio del triennio 2017-2019.

La quantità di pomodoro fresco conferito all’industria di trasformazione ammonta a circa 5,2 milioni di tonnellate in aumento rispetto al 2019 (+8%) e anche rispetto al dato medio del triennio 2017-2019 (+5%).

Le vendite al dettaglio

L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus ha avuto un impatto considerevole sulle vendite al dettaglio delle conserve di pomodoro in Italia e sugli scambi con l’estero, determinando l’aumento degli acquisti al dettaglio e il crollo dei consumi fuori casa.

Le vendite al dettaglio di conserve di pomodoro hanno registrato incrementi ingenti che hanno interrotto il trend di flessione in atto da qualche decennio. In particolare, gli acquisti sono cresciuti del 7% su base annua e del 5,4% rispetto al dato medio delle ultime tre campagne, mentre la spesa – complice l’aumento dei listini – è cresciuta di circa l’11% su base annua e del 10% rispetto alla media delle ultime tre campagne.

In merito all’aumento dei prezzi medi (+ 3,6% su base annua) va precisato che a tale circostanza hanno contribuito diversi fattori tra cui il minor ricorso a promozioni e offerte e lo spostamento di quote significative delle vendite dalle grandi superfici della GDO (Super e Iper) ai punti vendita di vicinato caratterizzati da prezzi medi più alti.

Per quanto concerne i prodotti più acquistati, si confermano i trend degli ultimi anni. La passata di pomodoro è il prodotto più acquistato con una quota del 54% in volume e del 36% in valore. A seguire si piazzano i sughi pronti UHT con il 28% della spesa complessiva e il 10% dei volumi, quindi le polpe di pomodoro (21% dei volumi acquistati e il 19% della spesa), i pomodori pelati con l’11% dei volumi e l’8% della spesa e infine le conserve di pomodorini e il concentrato di pomodoro con una quota in valore del 3% ciascuno.

Negli ultimi anni, il segmento delle conserve di pomodoro biologico, mostra un’elevata dinamicità. Infatti, nella campagna 2019/2020 è stato registrato un incremento degli acquisti dell’11% rispetto al dato medio dell’ultimo triennio e del 5,5% del prezzo medio al dettaglio.

Infine, va fatto un cenno alle vendite nella fase di avvio della campagna commerciale 2020/21. Nel periodo settembre-ottobre, c’è stato un buon incremento delle quantità vendute (+5%) e del prezzo medio (+2,9%) che hanno determinato l’aumento dell’8% della spesa, rispetto al periodo settembre-ottobre 2019.

Commercio con l’estero

Le conserve di pomodoro sono è il prodotto ortofrutticolo che vanta il miglior saldo della bilancia commerciale italiana. L’andamento degli indicatori del commercio estero testimonia il primato di questo prodotto, infatti, nell’ultima campagna – da settembre 2019 ad agosto 2020 – il saldo dell’Italia ha sfiorato la quota record di 1,7 miliardi di euro grazie all’esportazione di conserve per 4,2 milioni di tonnellate, in peso equivalente di pomodoro fresco.

L’ultima campagna commerciale è stata caratterizzata da un notevole aumento dei listini medi che sono cresciuti del 10% per i prodotti esportati e del 15% per quelli importati.

A tal proposito va rimarcata la circostanza che l’Italia importa semilavorati – per lo più concentrato di pomodoro con oltre il 30% di sostanza secca – ad un prezzo medio di 10 eurocent/kg equivalente pomodoro fresco ed esporta prodotti finiti (passate, pelati e concentrato con tenore di sostanza secca inferiore al 30%) ad un prezzo medio di 42 eurocent/kg equivalente pomodoro fresco.

In termini di valore, le conserve di pomodoro maggiormente esportate sono i pomodori pelati e le passate che insieme rappresentano i tre quarti delle esportazioni e se a questi si aggiunge la quota dei concentrati di pomodoro (12-30% in sostanza secca) si arriva al 96%. Chiudono l’elenco i concentrati con oltre il 30% di sostanza secca con il 4% e una quota residuale inferiore all’1% imputabile al succo di pomodoro.

L’unione europea è l’area che attrae il 64% delle esportazioni italiane di conserve di pomodoro ma nel complesso sono circa 180 i Paesi che importano questi prodotti dall’Italia. Per quanto riguarda i principali mercati di sbocco nella campagna 2019/2020, la Germania si conferma il primo cliente del nostro Paese con un incremento del 6% in valore rispetto alla campagna precedente. La Germania vale da sola circa un quinto degli introiti complessivi generati dalle esportazioni. In seconda posizione si piazza il Regno Unito con un aumento sia in termini di quantità importate (+2%) sia di valore (+14%).

Tra i primi dieci principali sbocchi di mercato delle conserve italiane di pomodoro si segnala la battuta d’arresto della Libia che scivola dalla sesta all’ottava posizione del ranking mentre Francia, USA e Giappone mantengono invariata la loro posizione rispettivamente al terzo, quarto e quinto posto.

Per quanto concerne i mercati di approvvigionamento dell’Italia, la situazione appare capovolta rispetto a quanto osservato per le esportazioni, infatti, la quota di approvvigionamento dai paesi extra Ue è del 72%.

Inoltre, le importazioni dell’Italia sono concentrate in pochi paesi. Nella campagna 2019/2020, i primi cinque fornitori sommavano più del 90% dell’approvvigionamento complessivo dell’Italia, con Cina e Usa che da sole hanno coperto il 58% dell’importazioni.

Nell’ultima campagna, sono diminuite le forniture da tutti i principali mercati di approvvigionamento, in ordine di importanza, Cina -32% dei volumi importati, USA -41% e Spagna -67%. Tra i primi cinque fornitori, solo gli approvvigionamenti da Portogallo e Cile sono aumentati.