Le principali reazioni “Post-Brexit”

SASSOLI: L’ ACCORDO GARANTISCE NECESSARIA CHIAREZZA, ADESSO E’ IL TURNO DEL PARLAMENTO

David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo, ha accolto con favore la notizia dell’accordo raggiunto sul futuro partenariato tra Ue-Regno Unito, che sarà adesso esaminato in dettaglio dal Parlamento.

Un accordo storico, anche se all’ultimo minuto.

Secondo quanto dichiarato dal Presidente, una soluzione negoziata era nell’interesse di entrambe le parti e getta le basi per l’avvio di un nuovo partenariato. “Il governo del Regno Unito è stato chiaro sulla decisione di voler lasciare il mercato unico, l’unione doganale e porre fine alla libera circolazione. Le decisioni hanno delle conseguenze: la mobilità e il commercio tra l’Ue e il regno unito non saranno fluidi come prima. Inoltre, è stata una scelta del governo britannico quella di non permettere una transizione più agevole mediante una proroga del termine ultimo per il raggiungimento di un accordo.  Il parlamento è ora pronto a reagire in maniera responsabile per ridurre al minimo i disagi per i cittadini e le imprese e per prevenire il caos e le conseguenze negative che deriverebbero da uno scenario “No-deal”.

“Indipendentemente dalla Brexit- precisa Sassoli – l’Ue e il Regno Unito continueranno a condividere valori e interessi comuni. Siamo entrambe delle unioni fondate sulla democrazia e sul rispetto dello stato di diritto e dobbiamo affrontare molte sfide comuni, dal cambiamento climatico al terrorismo.”

SODDISFAZIONE DEL GOVERNO ITALIANO

Positive le reazioni del governo italiano all’annuncio del raggiunto accordo sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea: il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha plaudito all’intesa, nell’ottica degli “interessi e diritti di imprese e cittadini europei garantiti”, ricordando come il Regno Unito sia un partner centrale e alleato per l’Unione e l’Italia.

Per la Ministra Bellanova l’accordo è un buon viatico per l’export italiano in questo momento molto delicato e precisa che l’Italia può continuare ad esportare prodotti agroalimentari senza dazi e senza quote. Un risultato importantissimo. È inoltre assicurata la prosecuzione della massima tutela alle indicazioni geografiche esistenti al 31 dicembre 2020, come previsto dall’accordo di recesso, e si ripromette di lavorare con i paesi like-minded affinché adeguata protezione sia data anche alle future IG registrate dopo il definitivo abbandono del Regno Unito dall’Ue.

GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA)

La valutazione del Presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, sul nuovo accordo raggiunto a Bruxelles che, dal 1° gennaio 2021, regola le relazioni commerciali tra Unione europea e Regno Unito non tarda ad arrivare: “Un’ottima notizia che arriva a conclusione di un anno particolarmente difficile. È stato scongiurato il ridimensionamento delle nostre esportazioni agroalimentari sul mercato britannico e l’insorgere di forti tensioni sui mercati agricoli della Ue. Da sottolineare anche la tutela assicurata alle indicazioni geografiche protette”.

“Senza un accordo- specifica il Presidente di Confagricoltura- le esportazioni agroalimentari della Ue – che ammontano a oltre 40 miliardi di euro l’anno – sarebbero state gravate da un dazio doganale medio di circa 20 punti percentuali, con punte fino al 70% per alcune produzioni zootecniche. il valore dei prodotti di settore in arrivo dall’Italia sfiora i 3,5 miliardi.”

CHE COSA CAMBIA PER L’AGROALIMENTARE UE

Giansanti ha poi precisato che il Regno Unito è a tutti gli effetti un paese terzo, con alcune sostanziali novità: “Tutti i prodotti destinati al mercato britannico dovranno essere accompagnati da una dichiarazione doganale e saranno ripristinati i controlli fitosanitari. Aumenteranno quindi gli adempimenti amministrativi e i costi per i nostri operatori”, e aggiunge: “per i vini, spumanti e liquori provenienti dalla Ue scatterà dal 1° luglio 2021 l’introduzione di certificati di importazione che prevedono anche lo svolgimento di un test di laboratorio”

A questo proposito è importante ricordare che, con circa 780 milioni di euro, vini e spumanti rappresentano la voce più rilevante dell’export agroalimentare italiano nel Regno Unito.

Inoltre- tiene a precisare Giansanti- gli accordi commerciali del Regno Unito con i paesi terzi, faranno aumentare la concorrenza nei confronti delle nostre produzioni. Dovremo perciò rafforzare le iniziative promozionali e trovare nuovi mercati di sbocco per i prodotti del Made in Italy agroalimentare più apprezzati dai consumatori britannici. dai vini, all’ortofrutta, formaggi, pasta, riso e olio d’oliva”.