L’Europa ha le minori scorte di cereali del mondo

Interessante commento di Marco Pasti, Presidente Confagricoltura Venezia , sulle scorte mondiale dei cereali.

L’anno scorso si sentiva spesso dire che la Cina stava accumulando scorte di cereali e spingeva al rialzo i prezzi. Quest’anno qualcuno dice che la Cina l’anno scorso sapeva dello scoppio della guerra in Ucraina e quindi aveva accumulato scorte di cereali. La Cina in realtà ha da sempre scorte molto alte di cereali, pari quasi ad un anno di consumi, e questo a mio giudizio è un fattore che stabilizza i prezzi in quanto permette di compensare le oscillazioni produttive legate al clima.

Il Paese al mondo che ha meno scorte di grano secondo il rapporto sulla produzione e consumo di cereali del ministero dell’agricoltura statunitense è l’Europa con un rapporto tra scorte e consumo pari solo al 10%. L’Europa fino agli anni ’90 aveva un sistema di stoccaggi creato nel dopoguerra per stabilizzare i prezzi che poi ha deciso di smantellare. Con la riforma della Politica Agricola Comune, che entrerà in vigore il prossimo gennaio, i fondi destinati ai seminativi vengono tagliati fortemente in particolar modo nel nostro Paese per il modo in cui l’Italia ha scelto di applicare la PAC col Piano strategico nazionale.

Con la strategia Farm to Fork l’Europa punta a ridurre ulteriormente le produzioni agricole spingendo verso l’agricoltura biologia, il dimezzamento dell’uso dei prodotti per la protezione delle piante e la riduzione del 20% dell’uso dei concimi. La sperimentazione in campo aperto con piante modificate geneticamente con tecniche vecchie o nuove è fortemente ostacolata, ed in molti stati europei nè è vietata la semina, ma non l’importazione o il consumo.

Forse oltre che la guerra in Ucraina o i presunti accaparramenti della Cina un fattore di insicurezza alimentare globale sta diventando la Comunità Europea.