L’impatto della PAC sui cambiamenti climatici e le emissioni di gas a effetto serra

Le emissioni di gas serra (GHG) dell’agricoltura UE sono diminuite di oltre il 20% dal 1990, ma sono rimaste costanti dal 2010. La produzione agricola ha però continuato a crescere e, conseguentemente, l’impronta climatica per unità di prodotto ha continuato a migliorare

Tra i principali risultati della valutazione dell’impatto della PAC sui cambiamenti climatici e sulle emissioni di gas a effetto serra, vi è la considerazione primaria che la stessa PAC abbia effettivamente contribuito a ridurrele emissioni di gas effetto serra. Ma come?

La mitigazione si ottiene principalmente proteggendo gli stock di carbonio esistenti, in particolare grazie al mantenimento dei prati permanenti supportato dai sistemi di pascolo estensivo. Per quanto riguarda invece l’adattamento climatico, questo si ottiene principalmente attraverso il sostegno alla diversità delle colture e dei sistemi agricoli, il sostegno agli investimenti per l’adattamento alle nuove condizioni climatiche, la limitazione dell’erosione del suolo e il miglioramento della resilienza alle inondazioni. Tuttavia, una migliore destinazione del sostegno della PAC porterebbe ad un aumento dell’efficienza.

La valutazione rileva inoltre che la riduzione delle emissioni dei suoli agricoli è affrontata meglio nella PAC rispetto alla riduzione delle emissioni del bestiame, principalmente a causa della natura dei pagamenti e del sostegno della PAC. È da tenere in considerazione tuttavia, che gli allevatori svolgono anche un ruolo chiave nella gestione di vaste aree di terreno, che sono (o potrebbero essere) serbatoi di carbonio (soprattutto quando si gestiscono vaste aree di prati permanenti e pascoli magri). Lo sviluppo rurale sostiene la riduzione delle emissioni nel settore zootecnico attraverso varie misure, come alcuni impegni agroambientali per quanto riguarda la gestione degli alimenti zootecnici o del letame o investimenti in risorse fisiche per quanto riguarda lo stoccaggio del letame, il ricovero degli animali o l’installazione di digestori anaerobici. Il sostegno accoppiato volontario nel settore zootecnico ha il potenziale per favorire sistemi economicamente vulnerabili e importanti per la resilienza del territorio. Tuttavia, può potenzialmente avere impatti negativi, quando l’impatto climatico e le esigenze di adattamento territoriale non sono adeguatamente considerati nella progettazione del programma.

Il contributo principale dei seminativi deriva da una migliore gestione del territorio, sostenuta principalmente da impegni agroambientali-climatici e misure relative all’agricoltura biologica, e dalle colture azotofissatrici, come l’erba medica e la soia, sostenute in particolare dall’inverdimento e dal sostegno accoppiato. Tuttavia, la PAC ha ottenuto minori riduzioni delle emissioni sui pascoli intensivi o sui seminativi. Il sostegno alle aree soggette a vincoli naturali aiuta a prevenire l’abbandono della terra e la perdita di praterie, ma l’impatto positivo sulla mitigazione del clima (ad esempio proteggendo gli stock di carbonio nel suolo) non è garantito, poiché dipende dalle pratiche messe in atto dagli agricoltori. Le misure di gestione del territorio volte alla mitigazione di solito contribuiscono anche all’adattamento climatico. Tuttavia, nel complesso, gli Stati membri non hanno personalizzato la PAC in modo sufficiente per gli scopi relativi all’adattamento (ad esempio la condizionalità), quindi il suo potenziale non è pienamente utilizzato. Si può fare di più per diffondere la conoscenza e consigliare gli agricoltori su tecniche e pratiche per migliorare le prestazioni climatiche.

La valutazione ha inoltre evidenziato il ruolo dello screening per il ‘mancato adattamento’ che potrebbe evitare la spesa pubblica in infrastrutture o settori che possono aumentare la vulnerabilità nel medio-lungo termine, come infrastrutture irrigue inefficienti in aree con risorse idriche esaurite, o promuovendo un’eccessiva specializzazione di intere aree geografiche. La valutazione rileva che le misure della PAC sono coerenti in termini di azione per il clima, ma alcuni elementi del suo disegno generale (ad esempio l’esenzione dall’inverdimento dei beneficiari del regime per i piccoli agricoltori, e il sostegno accoppiato volontario) non sono pienamente coerenti con gli obiettivi climatici. Tuttavia, le misure della PAC incentrate sul clima sono coerenti con altre politiche dell’UE che affrontano il cambiamento climatico.

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Fonte: Commissione europea e Ruminantia