L’innovazione digitale per «coltivare» il futuro

Riccardo Crotti all’assemblea nazionale di Confagricoltura

Un comparto e un’associazione sempre più proiettati verso il futuro, nel segno dell’innovazione tecnologica e del sostegno alla vocazione produttiva delle imprese: pronta a fare un passo indietro nei suoi meccanismi burocratici ma decisa a spingere l’acceleratore su tutti i fattori in grado di far crescere produzione, competitività, efficienza, sbocchi commerciali e sostenibilità ambientale. È la rotta ribadita ieri mattina da Confagricoltura nel corso dell’assemblea pubblica che si è data per titolo «Coltiviamo l’Italia del futuro», tenuta all’Auditorium della Tecnica di Roma con la partecipazione del presidente Massimiliano Giansanti, di Silvia Candiani (Country general manager Microsoft Italia), Luca Filippone (direttore generale Reale Mutua), dei ministri Roberto Cingolani (Transizione ecologica) e Stefano Patuanelli (titolare delle Politiche agricole dopo aver guidato il dicastero per lo Sviluppo economico), e di Maria Soave del Tg1 nelle vesti di moderatrice. E se l’appuntamento assembleare privato di mercoledì 15 dicembre aveva sancito la convinta approvazione del nuovo modello associativo, ancor più tarato sul sostegno e l’accompagnamento alle imprese, quella pubblica di ieri ha offerto anche l’occasione per lanciare il progetto strategico HubFarm, pensato come ideale compagno di viaggio degli imprenditori agricoli nell’ineludibile percorso di transizione tecnologica, digitale ed ecologica.

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha affermato che se al giorno d’oggi è ci possibile parlare di futuro, lo dobbiamo a chi prima di noi ha trovato soluzioni e favorito le rivoluzioni agricole. Confagricoltura può essere orgogliosa di avere una visione sulla quarta rivoluzione: quella digitale. Vi è necessità di un’agricoltura sempre più proiettata sul mercato per rispondere alle richieste dei consumatori: miglior cibo a prezzi accessibili, senza dimenticare la sostenibilità ambientale, attraverso l’agricoltura circolare di cui ci occupiamo da sempre. Ma intanto bisogna cercare di contenere la spinta inflazionistica e intervenire sul cuneo fiscale per le imprese e a vantaggio dei lavoratori. La ripresa dei costi e dell’inflazione sarà transitoria, come ha riconosciuto la Federal Reserve: in quest’ottica è necessario cominciare a riflettere sulla possibilità di un nuovo scostamento di bilancio pubblico, perché è essenziale non rallentare i processi di ripresa post pandemica e non dare il via a una pericolosissima spirale di prezzi e salari. Intanto, si utilizzano le risorse che il Governo mette a disposizione sulla meccanizzazione, le quali rispondono alle richieste di Confagricoltura su Agricoltura 4.0 e che si inseriscono perfettamente nel progetto HubFarm. Ma occorre di più: serve una logistica efficiente, che sappia fare sistema. Confagricoltura chiede alle istituzioni uno sforzo verso una visione di mercato, di impresa, che punti sulla qualità. È stata proposta l’istituzione di un fondo pubblico per gli investimenti delle imprese agricole nelle rinnovabili, per agevolare la diffusione delle energie green, che hanno un ruolo di primo piano nel processo di decarbonizzazione. E anche la qualità della spesa pubblica sarà fondamentale: oggi si stanno mettendo in discussione i nostri modelli per migliorare. Se l’impresa cambia, bisogna saper dare una risposta, e bisogna farlo insieme. Il progetto HubFarm non genera valore all’organizzazione in sé, ma alle imprese, ai lavoratori, e risponderà alle richieste dei consumatori che vogliono informazioni corrette.

Parola ai ministri Cingolani e Patuanelli

Il ministro Cingolani ha sottolineato che per fronteggiare le grandi sfide di oggi, umanesimo e scienza devono fondersi. Alla base della transizione ecologica c’è proprio questa transizione culturale. Non bisogna smettere di investire in ricerca e sviluppo, perché la sfida della transizione è tecnologica e l’agricoltura deve spingere sull’innovazione più di altri comparti, perché ha in mano un pezzo di ambiente che altri non controllano. In questo contesto, il progetto HubFarm va proprio nella direzione giusta: è l’unico modo per accelerare senza fare danni, salvando capre e cavoli.

Patuanelli è stato chiaro e ha affermato che questo è un progetto che guarda al futuro e pensa che l’innovazione nel settore primario sia l’unico modo per garantire un futuro alla produzione agroalimentare. Crede inoltre che il ruolo di Confagricoltura e delle associazioni dei produttori debba essere quello di garantire servizi condivisi; anche a quelle aziende piccole che non hanno la possibilità di avere i propri servizi in tema di nuove tecnologie, di tecnologie di frontiera, sensoristica e drone.

Le parole di Crotti, presidente della Libera e Confagri Lombardia, e Andrea Belloli

Riccardo Crotti e Gian Marco Centinaio

La due giorni di Confagricoltura viene commentata con grande soddisfazione da Riccardo Crotti, presidente di Confagricoltura Lombardia e della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, che ha partecipato ai lavori di Roma insieme ai direttori Stefano Zuliani (Federlombarda) e Andrea Belloli (Libera); mentre mercoledì 15 dicembre è intervenuto all’Auditorium della Tecnica anche Alessandro Bettoni, esponente della Libera e presidente della Federazione nazionale di prodotto Bioeconomia dell’organizzazione di Palazzo della Valle.

Per il Presidente l’assemblea si è rivelata molto intensa. Nella parte privata sono state discusse le nuove strategie di Confagricoltura, trovando un accordo sul progetto di un’associazione sempre meno interessata all’apparato e sempre più dedita al sostegno degli imprenditori associati. Confagricoltura sono loro e le loro imprese, e hanno diritto al maggior livello possibile di efficienza e di semplificazione anche da parte dell’Associazione stessa. Crotti ha molto apprezzato gli interventi dei due ministri e la presentazione del progetto HubFarm. Oggi più che mai è indispensabile proiettarsi nel futuro, assumendo l’innovazione tecnologica come elemento centrale ed irrinunciabile del fare impresa. Gli imprenditori associati a Confagricoltura sono pronti a raccogliere la sfida, ma anche allo Stato chiedono un passo importante in quella direzione: meno burocrazia e più fiducia verso chi, da sempre, garantisce cibo e benessere, sostituendo tanti gravosi orpelli e vincoli autorizzativi con un sistema di autocertificazione da valutare ex post. Chi ha numeri e requisiti va avanti, ma intanto non perde né tempo prezioso né occasioni di business.

Sul dibattito, ricco e sentito, che ha caratterizzato la parte privata di mercoledì, Belloli afferma che esso certifica ancora una volta che l’Associazione è viva e vitale, attenta alle questioni concrete e strutturalmente aliena da impostazioni dirigistiche. C’è stato inoltre un bel coinvolgimento con i livelli istituzionali: non solo Cingolani e Patuanelli, ma anche il sottosegretario Gian Marco Centinaio. Ne è uscito un progetto importante, che guarda al futuro puntando sul capitale umano, la professionalità, la digitalizzazione e la transizione digitale ed energetica. Con un presidente nazionale che si è confermato l’uomo giusto al posto giusto, in questo delicato momento di profonda trasformazione.

Fonte: La Provincia