L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN AGRICOLTURA PER COLMARE IL DIVARIO DIGITALE E COMBATTERE L’INSICUREZZA ALIMENTARE

FAO, IBM e Microsoft alla ricerca di modalità concrete e sostenibili per sfruttare l’intelligenza artificiale nel rispetto dei principi etici promossi da Papa Francesco

L’ evento

l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), IBM e Microsoft, durante un evento organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita, “AI, Cibo per tutti. Dialogo ed esperienze”, hanno confermato il proprio impegno a progettare forme di intelligenza artificiale (AI) inclusive e che promuovano percorsi sostenibili per garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale. L’evento si è tenuto per ribadire e rafforzare i concetti espressi nella Rome Call for AI Ethics, la Carta etica per l’intelligenza artificiale promossa da Papa Francesco e sottoscritta da FAO, IBM e Microsoft.

Alla base della Carta sono posti alcuni principi cardine, tra cui la trasparenza, per cui tutti i sistemi di AI devono poter essere illustrati in modo comprensibile ai cittadini; l’inclusione, in modo che si tenga conto dei bisogni di tutti gli esseri umani e che a ciascuno siano offerte le migliori condizioni per potersi esprimere e per svilupparsi; infine, l’imparzialità, per cui tali tecnologie non devono agire basandosi sugli interessi di pochi.


Gli interventi principali

La discussione si è incentrato su come l’AI possa concretamente contribuire a raggiungere l’obiettivo di nutrire una popolazione globale di quasi 10 miliardi di persone entro il 2050, e di farlo salvaguardando le risorse naturali e facendo fronte a criticità quali i cambiamenti climatici e le conseguenze di eventi traumatici come la pandemia da COVID-19.

Infine, sono stati presentati esempi di migliori pratiche nell’uso dell’AI e delle tecnologie digitali in agricoltura, che sono liberamente accessibili come beni comuni digitali.


Secondo il Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu, per trasformare i sistemi alimentari servono soluzioni innovative che garantiscano la sicurezza alimentare e la nutrizione per tutti. Alla FAO, specifica, oltre a sviluppare strumenti di intelligenza artificiale, si lavora alla creazione di un Consiglio Internazionale per l’Alimentazione e l’Agricoltura Digitale, una piattaforma inclusiva, aperta a tutti i diversi attori, per identificare e discutere benefici e rischi della digitalizzazione del settore agroalimentare.

Durante l’evento, John E. Kelly, III, Vicepresidente esecutivo di IBM, ha sottolineato come soltanto mettendo le persone, i loro interessi e i loro valori al centro delle riflessioni sul futuro della tecnologia si possano superare ostacoli di dimensioni planetarie, come la pandemia e la sicurezza alimentare.

Il Presidente di Microsoft, Brad Smith, ha invece enfatizzato il ruolo della tecnologia nell’individuare
soluzioni adeguate alle più grandi sfide mondiali, per risolvere problemi di portata globale quali la fame e l’insicurezza alimentare, soprattutto in un’epoca segnata dai cambiamenti climatici. 

 Le tecnologie come l’AI e gli strumenti di apprendimento automatico, si riveleranno particolarmente utili in quanto in grado di prevedere gli eventi critici e reagire con risorse adeguate in modo da prevenire le carestie e salvare vite umane.


L’AI in agricoltura per garantire lo sviluppo sostenibile

L ‘intelligenza artificiale è necessaria per colmare il divario digitale: ancora al giorno d’oggi 6 miliardi di persone non hanno accesso alla banda larga, 4 miliardi sono esclusi da Internet, 2 miliardi non hanno un telefono cellulare e 400 milioni non dispongono di un segnale digitale, senza contare i notevoli squilibri in termini di accesso alle risorse tra uomini e donne, giovani e anziani.
Una volta attutito il divario digitale, riducendo al minimo il rischio di esclusione e disuguaglianza sociale, l’intelligenza artificiale può rivestire un ruolo determinante nella trasformazione dei sistemi alimentari e nella lotta all’insicurezza alimentare e nutrizionale.  Nei settori agricoli questo contributo si può concretizzare per esempio ottimizzando o addirittura soppiantando attività umane quali la piantagione e il raccolto, in modo da incrementare la produttività, migliorare le condizioni di lavoro (riducendo tempi e fatica) e utilizzando le risorse naturali in maniera più efficiente, non ultimo attraverso una gestione delle conoscenze e una pianificazione più vantaggiose.

In particolare sono tre i settori principali in cui l’AI si sta diffondendo nella pratica agricola; la robotica agricola, il monitoraggio di terreni e colture, e l’analisi predittiva. I progressi osservati in tali ambiti contribuiscono alla preservazione di suolo e risorse idriche, risorse che, in un contesto caratterizzato da cambiamenti climatici, dalla crescita demografica e dall’esaurimento delle risorse naturali, appaiono sempre più fondamentali per garantire la sicurezza alimentare con mezzi sostenibili.

Sono stati presentati, in occasione dell’evento, due esempi di uso dell’AI in ambito agricolo:
• il portale WaPOR della FAO, che monitora e fornisce informazioni sulla produttività idrica in agricoltura nel continente africano e nel Vicino Oriente che  fornisce libero accesso alla banca dati sulla produttività idrica e alle migliaia di dati cartografici sottostanti, e consente di interrogare direttamente la banca dati, effettuare analisi di serie temporali, produrre statistiche per area e scaricare dati relativi a variabili fondamentali con riferimento alle valutazioni della produttività idrica e territoriale;

• il sistema di indice di stress agricolo (ASIS) è un indicatore rapido, grazie alla tecnologia satellitare,, sviluppato dalla FAO, che consente il monitoraggio precoce delle aree agricole con elevate probabilità di stress idrico/siccità a livello globale, regionale e nazionale. La siccità è la calamità naturale che colpisce il maggior numero di persone e che produce gli effetti più devastanti sui mezzi di sostentamento, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.