Lollobrigida: rimuovere vincolo Ue all’autoconsumo e “no” al cibo sintetico e al Nutriscore

I principali temi toccati nel corso del Question time alla Camera dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida: lavorare in Europa per rimuovere il vincolo Ue all’autoconsumo per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili in agricoltura e in particolare dai pannelli fotovoltaici; fermo il “no” al cibo sintetico e al Nutriscore e infine una proposta di legge per ricostituire il Comitato tecnico faunistico venatorio (soppresso nel 2012) e che invece potrebbe dare un importante contributo per contrastare la proliferazione della fauna selvatica che tanti danni sta provocando alle imprese agricole.

Sulle agroenergie e sui fondi del Pnrr il ministro ha spiegato che è necessario un maggior coordinamento con il ministero della Transizione ecologica per fare in modo che le risorse previste per la produzione di energia rinnovabile siano al servizio dell’agricoltura e del rafforzamento delle imprese agricole. Si deve anche intervenire per aumentare la quota di autoproduzione anche estendendo la platea dei beneficiari dei fondi ad esempio agli Istituti agrari. Occorre poi intervenire sull’accesso al credito coinvolgendo Ismea e Mediocredito Centrale. In questo modo si potrà arrivare a quote di adesione al bando superiori a quelle registrate finora. Infine c’è un problema di Governance, di competenze ripartite tra diversi dicasteri per cui occorre una più stretta collaborazione e in quest’ottica il Comitato Tecnico Consultivo può fare da cabina di regia e aiutare a definire una strategia più puntuale.

Altre due battaglie che vedranno il ministero guidato da Lollobrigida in prima fila in Europa riguardano il cibo sintetico e il Nutriscore. Due temi accomunati dal fermo “no” dell’Italia. Il Governo è fortemente contrario alla prospettiva del cibo sintetico e della carne prodotta in laboratorio e la contrasteremo in ogni modo. Una tale prospettiva rischia di mettere in crisi il nostro modello agroalimentare fatto di imprese che operano sui territori e a presidio dei territori stessi. Perché si tratta di prodotti il cui processo implica un aumento delle emissioni dannose per l’ambiente e quindi c’è anche un problema della loro sostenibilità. Siamo contrari anche per un tema sanitario perché non ci sono ancora studi consolidati che chiariscano se questi prodotti dal pollo alla carne sintetica siano o meno dannosi per la salute. Infine consideriamo dannosa la prospettiva dell’omologazione e di una dieta unica per l’intero pianeta. Per questi motivi daremo battaglia e difenderemo il cibo naturale e produzioni che quest’anno potrebbero portare all’Italia il nuovo record di esportazioni con un fatturato stimato di circa 60 miliardi di euro.

Altro motivo di ferma contrarietà in Europa del Governo italiano è il sistema di etichettatura denominato Nutriscore. «Si tratta di un problema che ha una rilevanza strategica per il sistema agroalimentare nazionale. Questo sistema rischia di avere effetti discriminatori a danno delle eccellenze alimentari italiane e che indirizza e non informa i consumatori. Nella recente riunione in sede Ue, Agrifish, il ministro ha espresso la nostra contrarietà che è sostenuta da atti parlamentari approvati all’unanimità; si porterà avanti la visione italiana nell’ottica di costruire un’Europa più forte e basata sui prodotti alimentari di qualità.

Infine la problematica della proliferazione della fauna selvatica perché l’eccessiva proliferazione dei cinghiali sul nostro territorio rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria che provoca danni alle imprese agricole, minaccia l’incolumità pubblica e mette a rischio il benessere delle altre specie animali. Il ministro ha spiegato che bisogna intervenire per modificare l’articolo 19 della legge 157/92 nel senso di introdurre una semplificazione dei piani di abbattimento predisposti dalle regioni in modo da velocizzarne il funzionamento. Altra iniziativa potrebbe essere quella di ripensare il Comitato tecnico consultivo faunistico venatorio soppresso nel 2012 per la spending review e che invece potrebbe tornare in funzione. È intenzione del ministro avanzare una proposta di legge per ricostituire questo comitato, in sede di legge di Bilancio e una volta avanzata la proposta ci si auspica il sostegno di tutti i partiti interessati a questa problematica.

Fonte: Agrisole