L’USDA ha abbassato le scorte finali di mais e soia, aumento delle importazioni di mais in Cina

Il rapporto Usda del 9 febbraio ha rivisto le scorte finali di mais degli Stati Uniti, per il raccolto 2020/21, a 38,15 milioni di tonnellate, in calo di 1,2 milioni di tonnellate (mmt) rispetto la stima di gennaio dovuto principalmente al pari aumento delle esportazioni. Stesso risultato per la soia con le scorte finali abbassate di 544.320 t, a 3,266 mmt, per l’aumento delle esportazioni.

A livello mondiale la produzione di mais è cambiata di poco poiché una maggiore produzione in Sud Africa è per lo più compensata da una minore produzione in Paraguay. Il commercio globale è in aumento poiché le maggiori importazioni per la Cina hanno più che compensato i tagli all’Unione Europea, al Giappone e alla Corea del Sud. Argentina, Brasile, India e Stati Uniti hanno esportazioni più elevate.

La produzione globale di semi oleosi nel 2020/21 è prevista a 595 milioni di tonnellate, oltre 600.000 tonnellate rispetto a gennaio. Le esportazioni globali di semi oleosi, a 194 milioni di tonnellate, sono aumentate di oltre 1 milione di tonnellate, principalmente grazie al maggiore commercio di colza canadese e di soia statunitense. Le scorte globali di semi oleosi sono diminuite di quasi 1 milione di tonnellate principalmente per le scorte di soia inferiori negli Stati Uniti, Brasile e Canada, parzialmente compensate da scorte più elevate in Argentina. I prezzi all’esportazione per i tre maggiori esportatori di soia sono aumentati a gennaio, nonostante il calo nella seconda metà del mese. I prezzi negli Stati Uniti e in Argentina si sono rafforzati per l’ottavo mese consecutivo, raggiungendo i livelli più alti rispettivamente da giugno 2014 e marzo 2014.

Per il grano l’USDA ha ridotto le scorte finali mondiali di grano di 8,97 mmt a 304,22 mmt, ben al di sotto delle aspettative pre-rapporto degli analisti. Ciò nonostante un leggero aumento della produzione globale, in aumento di 0,8 mmt a 773,44 mmt, basato in gran parte sulla maggiore produzione in Kazakistan, che ha compensato la riduzione della produzione in Pakistan e Argentina. Queste maggiori forniture sono state controbilanciate da un aumento di 9,78 mmt del consumo interno, principalmente per un maggiore consumo di mangimi e residuo per Cina e India, nonché da un aumento di 1,06 mmt delle esportazioni.

Tra le mosse più importanti nel rapporto per il mais c’è l’aumento delle importazioni di mais dalla Cina da 6,5 mmt a 24 mmt. La Borsa di Chicago ha aperto il giorno successivo al rapporto con prezzi in calo del 3% in quanto gli investitori scommettevano su nuovi aumenti.

Intanto il mercato nazionale registra i prezzi ancora in aumento per mais e soia.

I prezzi dei grani teneri e dei mais nazionali hanno subito a gennaio un forte aumento, complici le tensioni al rialzo presenti sul mercato internazionale. I prezzi attuali registrano così una crescita rispetto alla scorsa annata del +20% circa per il mais e del +15% circa per il grano tenero. Segnali di rialzo che, soprattutto per il mais, sono proseguiti anche in avvio di febbraio. Le prime settimane del 2021 hanno mostrato, invece, poche variazioni nei listini dei grani duri nazionali.