Alle ore 12:00 del 10 marzo 2026 un contatore digitale inizierà a correre sul portale del GSE. Da quel momento, ogni minuto conterà: la nuova finestra del bando “Facility Parco Agrisolare” è “a sportello”, significa che l’ordine cronologico d’invio può fare la differenza tra un progetto finanziato e uno rimasto fuori. In palio ci sono 789 milioni di euro a sostegno di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, con contributi che arrivano fino all’80% a fondo perduto e la possibilità di includere interventi “pesanti” come la rimozione dell’amianto/eternit, l’isolamento dei tetti o la ventilazione delle coperture. La finestra si chiuderà alle ore 12:00 del 9 aprile 2026. È un mese esatto, ma nella pratica è pochissimo se la documentazione non è pronta.
A Roma, il 5 marzo 2026, Confagricoltura, GSE e MASAF hanno fatto il punto in vista dell’apertura, confermando date e dotazione e ribadendo la centralità della misura per i conti energetici del settore primario senza consumo di suolo. Un confronto che, al di là della cronaca, consegna un messaggio pratico agli imprenditori: niente improvvisazioni, serve una candidatura chirurgica.
Perché “domanda perfetta” fa rima con “ammessa”: il quadro in due righe
Procedura “a sportello”: priorità all’ordine di arrivo delle proposte complete e ammissibili. Velocità e completezza non sono un optional.
Priorità qualitative: progetti nel Mezzogiorno (fino al raggiungimento del 40% delle risorse per ciascuna tabella), imprese iscritte alla Rete agricola di qualità e uso di moduli fotovoltaici di produttori iscritti al Registro ENEA (categorie “B” o “C”).
Calendario e scadenze da scolpire in agenda
Invio domande esclusivamente tramite il portale dedicato del GSE, dalle ore 12:00 del 10 marzo 2026 alle ore 12:00 del 9 aprile 2026. Domande via PEC o email non saranno considerate.
In caso di esito positivo dell’istruttoria, il GSE invia l’Atto di Concessione. Da quella data decorrono 18 mesi per concludere i lavori; resta un termine massimo invalicabile: completamento e rendicontazione entro il 31 dicembre 2028.
Entro 30 giorni dall’avvio lavori va inviata la comunicazione di inizio lavori; l’eventuale anticipazione segue le modalità del Regolamento Operativo.
Chi può partecipare e quanto si ottiene
Possono presentare domanda: imprenditori agricoli (individuali o societari), imprese agroindustriali, cooperative agricole e relativi consorzi. Restano esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA. Il progetto deve riguardare un solo impianto su un edificio strumentale all’attività e i lavori devono iniziare dopo l’invio della proposta.
Intensità del contributo: fino all’80% per molti interventi, con modulazione in base alla “tabella” di appartenenza (settore e taglia). Per la trasformazione di prodotti agricoli, ad esempio, si va dall’80% (impianti 6–200 kWp) al 65% (200–500 kWp) fino al 50% (500–1000 kWp). Per la trasformazione in non agricolo e per alcune configurazioni senza vincolo di autoconsumo l’intensità massima è del 30%. Previsti incrementi per PMI e per investimenti in specifiche aree assistite.
Massimali di spesa ammissibile: fino a 1.500 €/kWp se si impiegano moduli di produttori iscritti al Registro ENEA (categorie “B” o “C”); in alternativa, 1.000 €/kWp. Per sistemi di accumulo: 700 €/kWh. Per interventi complementari (es. amianto, coibentazione, aerazione): 700 €/kWp aggiuntivi.
Interventi ammissibili: acquisto e posa di pannelli fotovoltaici su tetti di fabbricati strumentali; possibile aggiungere accumulo e stazioni di ricarica per la mobilità, oltre a rimozione e smaltimento amianto, isolamento termico e sistemi di aerazione.
Nota cruciale per le aziende della produzione primaria: gli impianti sono ammissibili solo se finalizzati a soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e la loro capacità non può superare il consumo medio annuo combinato di energia elettrica e termica (è ammessa la vendita in rete purché sia rispettato il limite di autoconsumo medio annuale). Le regole per il calcolo dei consumi e le evidenze (bollette, ecc.) sono dettagliate nel Regolamento.
Check-list pratica: cosa preparare prima del 10 marzo
Ecco l’elenco dei materiali che, in base al Regolamento Operativo allegato all’Avviso del MASAF, conviene avere già pronti e coerenti per finalizzare e inviare la proposta senza intoppi:
Visura camerale aggiornata e codice ATECO prevalente coerente con la “tabella” selezionata; in caso di discrepanze, predisporre una breve relazione tecnica che motivi la classificazione.
Documento di identità del legale rappresentante o procuratore.
DSAN (Dichiarazione sostitutiva di atto notorio) generata dal portale e firmata digitalmente in tutte le pagine. Per aggregazioni: DSAN per ciascuna impresa e dichiarazione del titolare effettivo.
Relazione tecnica descrittiva del progetto, con inquadramento dell’edificio e delle utenze servite, schema di massima dell’impianto, stima costi e cronoprogramma.
Evidenze dei consumi energetici: bollette con l’anno di picco dei consumi negli ultimi 5 anni (e criteri per includere gli usi termici equivalenti). Per autoconsumo condiviso, documentazione per ogni POD coinvolto.
In caso di amianto: documentazione per la corretta gestione e smaltimento, coerente con le norme ambientali e con il principio DNSH; è prevista una specifica dichiarazione nel portale.
Per grandi imprese: compilazione e allegato del “Simulatore dello scenario controfattuale” per dimostrare l’effetto incentivante dell’aiuto.
Eventuali titoli edilizi/autorizzativi già disponibili o in iter, e attestazioni che l’avvio lavori avverrà dopo l’invio della proposta.
Offerte/preventivi firmati e coerenti con i massimali; attenzione alla corretta indicazione di CUP e tracciabilità pagamenti nella fase di rendicontazione.
Questi elementi non sono “carte generiche”: sono i tasselli che il GSE esaminerà per verificare completezza, requisiti e congruità del progetto. Una check-list interna aiuta a non lasciare slot vuoti nel portale e a velocizzare l’invio nella finestra utile.
Errori ricorrenti da evitare (per davvero)
Iniziare i lavori prima dell’invio della proposta: è causa diretta di esclusione, perché l’avvio lavori deve avvenire successivamente.
Dimensionamento eccessivo rispetto al fabbisogno: nelle aziende di produzione primaria l’impianto non può superare il consumo medio annuo combinato. Sforare qui significa vedere bocciata la domanda.
DSAN non generata dal portale o non firmata in tutte le pagine: la procedura risulta incompleta e l’istanza non è ammissibile.
Codice ATECO non allineato o “tabella” sbagliata: se il profilo impresa non torna, l’istruttoria si blocca; in caso di codici “borderline” serve una relazione che giustifichi la classificazione.
Documenti DNSH mancanti sugli interventi complementari (amianto, coibentazione, aerazione): la coerenza ambientale non è un orpello burocratico, è un requisito.
Pagamenti in contanti o non tracciati: non sono ammissibili; valgono le regole sulla tracciabilità PNRR e il divieto di cumulo/doppio finanziamento oltre i limiti previsti.
Superare i massimali di spesa (1.500 €/kWp, 1.000 €/kWp, 700 €/kWh, 700 €/kWp): il GSE ricalcola e può tagliare; meglio progettare “a norme” fin dall’inizio.
Moduli non conformi o non riconducibili a produttori del Registro ENEA se si punta al massimale più alto: l’asticella cambia proprio in base a questa scelta.
Dati incoerenti tra portale GSE, GAUDÌ (Terna) e atti di fine lavori: alla rendicontazione gli allineamenti sono verificati.
Strategia per aumentare le probabilità di ammissione
Puntare su completezza e tempismo: la procedura “a sportello” premia chi arriva per tempo con dossier “chiuso” e coerente in ogni sua parte. Organizzare i file per “slot” prima dell’apertura aiuta a premere “invia” alle 12:00 del 10 marzo senza incertezze.
Valutare l’uso di moduli fotovoltaici con produttori iscritti al Registro ENEA (categorie “B” o “C”) per accedere al massimale di 1.500 €/kWp: un’opzione che può fare la differenza nel piano economico.
Considerare accumulo e stazioni di ricarica se migliorano l’autoconsumo e la produttività: hanno massimali e percentuali dedicati e possono consolidare il profilo tecnico del progetto.
Se l’azienda è nel Mezzogiorno, esplicitarlo con precisione: almeno il 40% delle risorse è riservato alle regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia). La priorità si applica fino al raggiungimento delle quote per tabella.
Verificare l’eventuale iscrizione alla Rete agricola di qualità prima dell’invio: è un criterio di priorità, ma conta la presenza nell’ultimo elenco INPS pubblicato prima dell’apertura della finestra.
Pianificare per tempo la rimozione dell’amianto: l’intervento è ammissibile e, se ben documentato, migliora la qualità complessiva del progetto (anche sul fronte DNSH).
Come si compila, passo per passo, sul portale GSE
Registrazione/Accesso all’area riservata del GSE e apertura del Portale “Agrisolare”. Si seleziona la “tabella” corretta e si indica il codice ATECO prevalente. In casi particolari, si caricano le evidenze a supporto della classificazione.
Inserimento dei dati anagrafici dell’impresa, del titolare effettivo (se previsto) e del sito di intervento (una proposta = un impianto).
Caricamento dati tecnici: potenza, componenti principali, eventuale accumulo e ricarica, indicazione della tipologia di moduli (e dell’eventuale ricaduta in Categorie ENEA B/C).
Se produzione primaria: compilazione della sezione fabbisogno energetico con evidenze dei consumi (e, se serve, conversioni degli usi termici in elettrici equivalenti).
Upload DSAN e allegati obbligatori nella sezione “Allegati”: relazione tecnica, documenti DNSH per interventi complementari, copia documento di identità, eventuale documentazione per aggregazioni.
Verifica automatica di completezza e coerenza; generazione del CUP in fasi successive e tracciabilità di ogni spesa (pagamenti non in contanti).
Invio della proposta nella finestra temporale dell’Avviso; una volta inviata, è possibile l’annullamento o la rinuncia tramite le funzioni del portale.
Quanto contano i dettagli: moduli, massimali, tempi
Il Regolamento introduce un elemento che tanti ignorano e poi pagano caro: i massimali di spesa per l’impianto non sono uguali per tutti. Se si scelgono moduli prodotti da aziende iscritte al Registro ENEA e rientranti nelle categorie “B” o “C”, il tetto sale a 1.500 €/kWp; in caso contrario resta a 1.000 €/kWp. La differenza può trasformare un “taglio” in istruttoria in una piena ammissibilità. Anche accumulo (700 €/kWh) e interventi complementari (700 €/kWp) hanno cap dedicati: progettare “dentro i binari” fin dal computo metrico evita revisioni in corsa.
Attenzione, poi, alle verifiche finali: l’allineamento dei dati tra la pratica GSE, il sistema GAUDÌ di Terna e i verbali/contratti di connessione è una condizione di rendicontazione senza sorprese. Non è l’ultimo passaggio: è il primo che dovreste immaginare quando tracciate il cronoprogramma.
Cosa dice la norma “madre” e perché va citata in domanda
La cornice giuridica è fissata dal Decreto MASAF del 17 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 29 del 5 febbraio 2026) che istituisce la Facility Parco Agrisolare (M2C1-I4) con una dotazione di 789 milioni di euro. L’Avviso del MASAF e il relativo Regolamento Operativo allegato – pubblicati a febbraio 2026 – dettano le regole puntuali per domande, istruttorie e rendicontazioni. Citarle correttamente nella DSAN e nella relazione tecnica non è formalismo: è un modo per dichiarare, in modo inequivoco, che il progetto si muove dentro i confini giusti.
Domanda perfetta, in sintesi
Completare la check-list una settimana prima del 10 marzo.
Predisporre file nominati come gli slot del portale e una versione “pronta all’invio” della DSAN.
Progettare su fabbisogno reale, rispettando massimali e criteri DNSH.
Valutare scelte tecniche che aprono priorità e massimali (moduli di produttori nel Registro ENEA; aziende in Rete agricola di qualità; localizzazione in Mezzogiorno).
Pianificare rendicontazione e tracciabilità già oggi: CUP e pagamenti coerenti saranno domani la vostra assicurazione sul saldo.
Presentare una proposta impeccabile non è un esercizio di stile: è l’unico modo per trasformare un bando breve e competitivo in un investimento reale che abbassa le bollette, aumenta l’autoconsumo e mette in sicurezza i tetti, togliendo di mezzo l’amianto dove ancora resiste. Il 10 marzo alle 12:00 il contatore parte: fate in modo che, quando scatta, la vostra domanda sia già pronta a correre.