La richiesta
Confagricoltura chiede al Parlamento di intervenire sul Decreto-legge Bollette approvato dal Consiglio dei ministri, per evitare che la riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese si traduca in un colpo per le aziende agricole che in questi anni hanno investito nelle rinnovabili.
Il rischio segnalato
Secondo quanto evidenziato dall’organizzazione, senza modifiche in fase parlamentare il rischio è la chiusura di centinaia di impianti, con effetti a cascata su migliaia di aziende agrozootecniche e agroforestali che conferiscono prodotti e residui alle filiere energetiche.
L’obiettivo del decreto e il punto critico
Il provvedimento nasce con un obiettivo comprensibile e atteso: contenere l’impatto dei prezzi dell’energia e sostenere la competitività del sistema produttivo nel prossimo triennio. Confagricoltura sottolinea però che, accanto alle misure a favore degli utilizzatori di energia, vanno valutati in modo puntuale gli effetti sulle imprese che producono energia rinnovabile.
Cosa preoccupa sulle bioenergie
Il nodo riguarda in particolare le bioenergie: biogas, biomasse e altre forme di energia rinnovabile legate al mondo agricolo. La preoccupazione è che alcune scelte sui meccanismi di remunerazione possano ridurre la sostenibilità economica degli impianti, specie dove i margini sono già compressi e la programmazione aziendale si regge su investimenti pluriennali.
Perché non è solo “energia”
Per molte aziende, gli impianti non sono solo una voce di ricavo: spesso sono parte di un sistema integrato che coinvolge gestione degli effluenti, valorizzazione dei sottoprodotti e stabilità di filiera. In questo quadro, la possibilità che alcune misure incidano sui ricavi o riducano la certezza economica è vista come un rischio concreto per la tenuta del comparto.
Il messaggio finale
Confagricoltura ribadisce che l’intento di diminuire i costi energetici alle imprese utilizzatrici nei prossimi tre anni è apprezzabile, ma chiede che il Parlamento riveda il decreto per non azzerare lo sforzo delle imprese agricole nelle rinnovabili e non compromettere un contributo che, negli ultimi anni, è stato rilevante per la transizione ecologica del Paese.
Cosa succede ora
Il decreto dovrà affrontare l’iter di conversione. È in questa fase che, secondo Confagricoltura, si può intervenire con correzioni per riequilibrare gli effetti delle misure e mettere in sicurezza le aziende agricole che producono energia rinnovabile.