Newsletter Crefis settore suinicolo – maggio 2021

Nell’ultimo mese il calo di prezzo fatto registrare dai suini da macello pesanti, unito al forte aumento delle materie prime utilizzate per la loro alimentazione (in particolare della soia, che sta toccando livelli record), ha portato ad un calo della reddittività degli allevatori di suini italiani, con variazioni del -6,4% rispetto al mese precedente e del -16,9% nei confronti dello scorso anno. Questa la situazione evidenziata dalla newsletter Crefis per il settore suinicolo del mese di maggio.

Fonte: Crefis

L’andamento dei prezzi dei suini ha, invece, favorito i macellatori, che hanno visto aumentare la loro reddittività del +1,6% rispetto a marzo. Tale situazione va, però, inserita in un contesto più ampio: infatti, l’attuale valore resta comunque inferiore rispetto a quello dei due anni precedenti (-6,7% rispetto ad aprile 2020).

Restano stabili i prezzi dei prosciutti di Parma, che si mantengono quindi su livelli più bassi di quelli degli anni passati. Nonostante questo, il calo di prezzo delle cosce fresche destinate a produzioni tipiche verificatosi un anno fa, ha consentito una ripresa della reddittività degli stagionatori di prosciutti DOP, sia rispetto al mese precedente che nei confronti dello scorso anno. Al contrario, la reddittività degli

stagionatori di prosciutti NON DOP è diminuita su base congiunturale, pur mantenendosi al di sopra di quella dello scorso anno.

Tale andamento ha portato, per la prima volta da ottobre 2020, la differenza di redditività tra gli stagionatori di prosciutti destinati al circuito tutelato e quelli che producono per il circuito tradizionale a favore delle DOP.

Nel mese di gennaio 2021 (ultimo dato disponibile), il saldo finale del commercio estero dell’Italia di suini,

carni suine e salumi è stato negativo ma contenuto (-8,1 milioni di euro), dato in forte miglioramento in termini tendenziali (+95,6 milioni di euro); negativo l’andamento rispetto al mese precedente (-24,6 milioni di euro). L’andamento rispetto a gennaio 2020 è stato determinato soprattutto dal forte decremento delle importazioni in valore.