Nuovo Rapporto FAO-WFP: aumento della fame acuta e rischio di carestia

Preoccupante la situazione in Burkina Faso, Nigeria nordorientale, Sudan del Sud e Yemen, ma la fame acuta è in crescita in tutto il mondo: Il rapporto congiunto FAO-WFP menziona un totale di 20 paesi e contesti che sono a “ulteriore rischio di peggioramento del quadro di insicurezza alimentare acuta”.

Ad innalzare il livello di allerta carestia, un nuovo rapporto che porta la firma FAO-WFP che lancia un severo monito: Se le condizioni dovessero ulteriormente deteriorarsi, il Burkina Faso, la Nigeria nordorientale, il Sudan del Sud e lo Yemen, potrebbero precipitare a breve nella carestia.  

I dati raccolti nel nuovo rapporto, presenta un’analisi di tutti quei territori critici colpiti da insicurezza alimentare acuta che descrive come una combinazione incendiaria di cause come conflitti, recessione economica, fenomeni meteorologici estremi e pandemia COVID-19, stia portando la popolazione a uno stadio emergenziale di insicurezza alimentare.

Analizzando i diversi scenari, il rapporto identifica due realtà: la prima, rappresentata dai quattro territori che versano in condizioni più critiche menzionati,  presenta alcune fasce della popolazione che vivono già una situazione di fame preoccupante, al punto che, stando al rapporto, un’escalation dei conflitti associata a un’ulteriore limitazione dell’accesso agli aiuti umanitari potrebbe esporre queste zone a un rischio di carestia.

Come riportato dallo studio, nel Burkina Faso si è assistito a una vera e propria esplosione di casi, con un numero di individui afflitti dalla fame che è quasi triplicato rispetto al 2019, in conseguenza dell’aumento dei conflitti, degli sfollamenti forzati e delle ripercussioni dell’emergenza COVID sull’occupazione e sull’accesso al cibo. Altrettanto disperata la situazione nello Yemen, dove l’attuale quadro di insicurezza alimentare, associato al conflitto in corso e all’aggravamento della crisi economica, potrebbe determinare un ulteriore deterioramento di un quadro di sicurezza alimentare di per sé già alquanto critico.

Il rapporto delinea però anche una seconda realtà, purtroppo non meno tragica: i quattro paesi sono lungi dall’essere le uniche zone rosse in una mappa del pianeta in cui l’insicurezza alimentare acuta sta raggiungendo ovunque livelli sempre più elevati, trainata da una combinazione di fattori diversi. Sono altri 16, infatti, i paesi interessati da un elevato rischio di diffusione della fame acuta.  Ad esempio, nella Repubblica democratica del Congo ben 22 milioni di persone versano attualmente in condizioni di insicurezza alimentare acuta, il numero più alto mai registrato in un singolo paese.

Lo scopo del rapporto congiunto sui territori critici colpiti da insicurezza alimentare è stimolare un’azione urgente che possa essere intrapresa nell’immediato per evitare un’emergenza di proporzioni drammatiche, o una serie di emergenze, nei prossimi tre fino a sei mesi. L’evolversi della situazione nei paesi a rischio più elevato dipenderà dalla dinamica dei conflitti, dall’andamento dei prezzi dei generi alimentari e dalla miriade di possibili conseguenze della pandemia COVID-19 sui loro sistemi alimentari, dalle precipitazioni e dall’esito dei raccolti, dall’accesso agli aiuti umanitari e dalla disponibilità dei donatori a continuare a finanziare le operazioni umanitarie.