«Nutrie, è vera emergenza. Servono interventi urgenti»

Crotti (presidente Libera Agricoltori): «Istituzioni, associazioni e Università: unire tutti gli sforzi»

Riccardo Crotti, presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi

Il tema delle nutrie rappresenta un’emergenza quotidiana che non accenna ad arrestarsi. La stima di esemplari è fuori controllo ed i danni provocati al lavoro degli agricoltori, in questo periodo, sono ingenti. Il presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi Riccardo Crotti afferma che le associazioni, non sempre sono in grado di dare risposte concrete al grande problema della massiccia presenza di nutrie nel territorio cremonese. La situazione sta degenerando, c’è l’impatto sulle colture ma anche su altre specie animali e sulla vegetazione naturale, oltre che rischi idrici ed aspetti sanitari. Da non lasciar passare in secondo piano anche il tema della redditività delle imprese, perché solo una minima parte del danno viene rimborsata. Le istanze del territorio cremonese, ed in generale lombardo, sono state presentate da Crotti al sottosegretario del Mipaaf Gian Marco Centinaio ed all’assessore regionale all’ambiente Raffaele Cattaneo. Secondo il Presidente Crotti è necessario che istituzioni, organizzazioni agricole, associazioni venatorie ed anche il mondo della ricerca collaborino. Bisogna mettere a punto un tavolo di lavoro finalizzato ad attuare piani operativi di contenimento di questo animale. Sarà fondamentale coinvolgere nel programma il mondo universitario, la scienza può dare infatti delle utili indicazioni rispetto all’iter da seguire, un modus operandi che potrebbe dare degli ottimi riscontri, ad esempio, è rappresentato dalla sterilizzazione. Le istituzioni sono chiamate a suddividere i compiti in maniera puntuale, in modo che non vi siano delle sovrapposizioni. Deve essere chiaro chi fa che cosa. In questo senso l’unico obiettivo è rappresentato dal contenimento di questi animali, per il bene del mondo dell’agricoltura e della società civile. Relativamente alla stesura del programma, in realtà, una base sulla quale impostare il lavoro esiste già: si tratta del Piano di gestione nazionale della nutria. Il presidente afferma che nel documento, predisposto dal ministero dell’Ambiente e dall’Ispra, sono sintetizzati i metodi di intervento finalizzati al contenimento delle nutrie stesse. Bisogna quindi renderlo applicativo e lavorare di squadra affinché gli agricoltori non siano lasciati soli a risolvere un problema che è di tutta la collettività. E, a proposito di contenimento, il dibattito su quale sia la strada da seguire e se effettivamente ne esista una efficace, è più che mai vivo e importante. L’unico sistema è la sterilizzazione. Secondo il Presidente della Libera Associazione Agricoltori bisogna affidarsi alla chimica; è una strada da intraprendere il più in fretta possibile. Il rischio per gli agricoltori, ma anche per chi viaggia lungo le strade, è ormai troppo elevato. Sterilizzazione chimica, come indicato alcuni anni fa dall’Università di Parma. Le altre strategie che sono state adottate non hanno portato a risultati soddisfacenti. Non si può pensare di affidarsi solo ai cacciatori per far fronte a quella che va definita come una vera e propria emergenza per l’agricoltura e per tutto il territorio in generale. Non è giusto utilizzare mezzi non consentiti, ma non si può lasciare soli gli agricoltori di fronte all’invasione dei campi, degli argini, di ogni corso d’acqua. È necessario intervenire subito, non vi è alternativa.

Fonte: La Provincia – Cronaca del Cremonese