OGM e NTB verso l’approvazione?L’importanza del genome editing

Molecola di DNA

IL percorso

Il 13 gennaio sarà una data cruciale per il mondo dell’agricoltura. La Commissione Agricoltura della Camera voterà per l’approvazione dei decreti sulle New Breeding Techniques (NBT), ovvero nuove tecniche di miglioramento genetico. Si tratta di quattro decreti proposti dalla Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova che renderebbero possibile utilizzare in agricoltura sia gli OGM (organismi geneticamente modificati) che quelli definiti “nuovi OGM” ottenuti con le NBT.

Il primo passo in questa direzione è stato fatto il 28 dicembre scorso in Senato, dove la Commissione Agricoltura ha approvato i quattro decreti. In sostanza verrebbe consentita la sperimentazione in campo non tracciabile di varietà di sementi con le NBT, che una sentenza della Corte Europea di Giustizia del 2018 ha equiparato agli OGM. 

Un pò di chiarezza: OGM o NBT?

È però opportuno fare alcune precisazioni che riguardano le differenze intrinseche tra le tecnologie OGM e NBT, partendo da un unico e vero dato di fatto: tutte le piante coltivate sono il risultato di una selezione artificiale compiuta dall’uomo negli anni, alla ricerca di una qualità migliore dei loro prodotti. Grazie all’innovazione e alla ricerca, oggi ad aiutare la selezione compaiono tre tecniche principali: convenzionali, OGM e NBT.

Se tecniche convenzionali fanno ricorso a incroci, ibridazioni e alla selezione di piante e sementi che hanno specifiche caratteristiche come resistenza agli infestanti o maggiore produttività, gli OGM si ottengono con la manipolazione genetica del DNA, ovvero si inseriscono geni di un altro organismo all’interno di una pianta ricevente.  

Con le NBT, si supera il concetto di OGM: attraverso queste si modificano parti specifiche dei geni di una pianta attraverso il genome editing per produrre esemplari con le qualità desiderate accorciando i tempi di incrocio e selezione.

Già nel 2019 i membri del Farmers Scientists Network (Fsn), di cui fa parte anche Confagricoltura, chiesero di aggiornare le normative europee per utilizzare le piante prodotte con il genome editing (o correzione del genoma) ritenendo che ci fosse un equivoco di base, ovvero l’equiparazione tra le tecnologie OGM e NBT che, come spiegato, sono di fatto diverse: Le piante ottenute tramite le NBT non contengono DNA di altri organismi, quindi il patrimonio genetico della pianta non cambia.

Tecniche di miglioramento genetico, Rolfi (Reg. Lombardia)

Assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi

Sul genome editing si è espresso anche l’Assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi che ha ribadito come la sostenibilità in agricoltura non si ottenga con l’ideologia, ma con il pragmatismo e l’innovazione. “Confondere le ‘New Breeding Techniques’ con gli Ogm, come fanno alcune sigle ambientaliste- ha specificato- significa volere generare confusione attraverso scorciatoie ideologiche. Le Nbt possono garantire piante resistenti in grado di far fronte a cambiamenti climatici e parassiti, che stanno portando danni enormi all’agricoltura italiana. Consentirebbero inoltre di ridurre trattamenti chimici offrendo agli agricoltori maggiore produttività, minori costi e più sostenibilità sia ambientale che economica. Ogni progresso in questo ambito è da guardare con favore”.

“La Lombardia – ha proseguito l’Assessore – è la prima regione agricola d’Italia. Invitiamo il Governo a giocare un ruolo da protagonista in Europa per arrivare velocemente a un chiarimento normativo e procedurale che faccia distinzione netta e incontrovertibile tra Ogm e Nbt; sdogani una tecnologia fondamentale per un’agricoltura sostenibile e moderna per non far perdere all’Italia tempo prezioso rispetto a competitor mondiali”.

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