PAC POST 2020: RAGGIUNTO UN APPROCCIO GENERALE SUI TRE REGOLAMENTI DI RIFORMA DELLA PAC

PREMESSA

I PUNTI CHIAVE

IL COMMENTO DELLA MINISTRA BELLANOVA

CONFAGRICOLTURA COMMENTA

PREMESSA

Durante  i lavori del Consiglio Agricoltura e Pesca della Ue, i Ministri dell’Agricoltura degli Stati membri hanno adottato un approccio generale sui tre regolamenti di riforma della PAC.

I principali punti dell’intesa presentano novità’ importanti. Tra queste le ambiziose disposizioni volte ad allineare la politica agricola europea alla sfida dei cambiamenti climatici e della sostenibilità: una percentuale minima del 30% delle spese del II pilastro (Sviluppo Rurale) dovrà essere destinata a misure agro-ambientali, ed almeno il 20% delle risorse del I pilastro (pagamenti diretti) dovranno essere allocate a schemi ecologici, ovvero a misure come l’inerbimento dei frutteti, la riduzione dei fitofarmaci e fertilizzanti, i metodi di agricoltura biologica e ulteriori pratiche agricole benefiche per l’ambiente.

Le delegazioni degli Stati membri si sono espresse a maggioranza qualificata, con il voto contrario della Lituania e l’astensione di Lettonia, Bulgaria e Romania. Il motivo della contrarietà della Lituania, come dell’astensione della Lettonia, era nei riguardi della soglia minima del 20% della dotazione finanziaria dei pagamenti diretti da destinare ai regimi ecologici, che porterebbe ad una riduzione dei pagamenti di base per gli agricoltori, già al di sotto della media dell’UE.

Bulgaria e Romania hanno contestato le disposizioni per gli aiuti transitori nazionali, chiedendo un anno di riferimento più recente. Il Belgio ha sostenuto il testo a seguito delle rassicurazioni della Commissione europea in merito alla presentazione una dichiarazione che tenga conto della situazione specifica del Belgio a livello istituzionale per quanto riguarda i piani strategici della PAC.

I PUNTI CHIAVE

Vediamo nel dettaglio i principali punti concordati dalle delegazioni degli Stati membri:

  • eco-schemi: i Ministri hanno convenuto di renderli obbligatori per gli Stati membri, con un ring-fencing pari al 20%, che rappresenta la soglia minima percentuale della dotazione nazionale dei pagamenti diretti da destinare ai regimi ecologici. Una fase pilota iniziale di 2 anni consentirebbe la ridistribuzione dei fondi inutilizzati a favore degli obiettivi ambientali e climatici specifici nell’ambito del secondo pilastro, nel caso in cui gli agricoltori abbiano scarsamente utilizzato i regimi ecologici. A titolo di esempio, gli eco-schemi possono includere pratiche come l’agricoltura di precisione e l’agricoltura biologica, ma ogni Stato membro può stabilire la lista di pratiche in base alle proprie specifiche esigenze;
  • architettura verde: è stato accettato l’emendamento all’art. 86 al fine di tener conto dei maggiori sforzi per il clima, l’ambiente ed il benessere degli animali come suggerito dall’Austria al Consiglio Agricoltura di settembre. L’Austria, infatti, aveva indicato l’adozione di un modello che tenesse conto dell’entità dei fondi FEASR allocati dagli Stati membri per le misure climatiche del secondo pilastro, al fine di ridurre la quota minima di budget da destinare agli eco-schemi nell’ambito del primo pilastro;
  • disciplina finanziaria: la Presidenza tedesca ha mantenuto la soglia di 2.000 euro, al di sotto della quale non si applicherebbero i tagli agli aiuti, introducendo un “sistema di controllo semplificato” per il rispetto della condizionalità rivolto alle piccole aziende agricole, comprese le esenzioni per i controlli in loco;
  • capping/livellamento e degressività dei pagamenti: i Ministri hanno concordato di limitare il sostegno al reddito di base a 100.000 euro, stabilendo un meccanismo volontario per ridurre di una percentuale stabilita i pagamenti diretti oltre i 60.000 euro (fino ad una riduzione dell’85% dei pagamenti diretti per beneficiario superiori a 90.000 euro);
  • sostegno accoppiato volontario: rimane invariato in termini percentuali (13% + 2%);
  • condizionalità: la Presidenza tedesca ha rigettato la richiesta presentata dalle delegazioni di Austria, Croazia, Cipro, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romani, Slovenia e Svezia di mantenere le deroghe esistenti relative alle BCAA 8 e 9, ed ha proposto di stabilire, nell’ambito della BCAA 9, una soglia di 10 ettari per i seminativi quando sono inclusi determinati usi produttivi (colture intercalari o colture azotofissatrici, coltivate senza l’uso di prodotti fitosanitari);
  • diritti di impianto dei vigneti: i Ministri hanno convenuto che il regime per l’autorizzazione degli impianti dei vigneti si applicherà dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2040, con una revisione intermedia da parte della Commissione europea per valutarne il funzionamento;
  • strumenti di gestione del rischio: i Ministri hanno sostenuto gli emendamenti all’art. 70 in base ai quali lo Stato membro può decidere di concedere fino all’1% dei pagamenti diretti per sostenere l’adesione degli agricoltori ad uno strumento di gestione del rischio.

Il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dispone quindi del mandato politico per avviare i negoziati con il Parlamento europeo al fine di giungere ad un accordo finale sul testo.

IL COMMENTO DELLA MINISTRA BELLANOVA

Secondo la Ministra Bellanova, L’intesa segna un’evoluzione storica dell’impianto tradizionale della politica agricola: per la prima volta, infatti, i fondi della PAC saranno assegnati in base ai risultati raggiunti anziché al mero rispetto delle norme di conformità. L’accordo prevede che ogni Stato Membro presenti un Piano strategico nazionale per la definizione e attuazione di tutti gli interventi, a seguito di un’analisi dei fabbisogni. Le Regioni, attraverso le proprie Autorità di Gestione, potranno continuare ad attuare gli interventi inerenti lo sviluppo rurale.
Soddisfatta per il compromessi raggiunti, la Ministra sottolinea come si potranno finalmente attuare interventi di investimento e ristrutturazione nel settore dell’olio di oliva, a beneficio anche dei produttori danneggiati dalla xylella, così come di continuare a sostenere il settore vitivinicolo.
Particolare attenzione, ricorda la Ministra, viene poi dedicata ai giovani agricoltori e ai piccoli agricoltori. I primi potranno ad esempio beneficiare di un contributo per iniziare l’attività fino a 100.000 euro, mentre per i secondi è prevista maggiore semplificazione e l’esonero da eventuali tagli dei pagamenti diretti necessari per costituire una riserva anticrisi.
Su richiesta italiana si prevede, inoltre, la possibilità di destinare una piccola percentuale dei pagamenti agli agricoltori per costituire un fondo con funzioni assicurative nel caso di eventi avversi.

CONFAGRICOLTURA COMMENTA

Confagricoltura, a proposito dell’accordo raggiunto dal Consiglio Agricoltura e Pesca della Ue sulla riforma della PAC, giudica positivamente la decisione nell’ottica della flessibilità nell’applicazione del nuovo modello di gestione della PAC. Tuttavia, la strada verso l’intesa finale è ancora lunga ed incerta. Per Confagricoltura il traguardo è assolutamente chiaro: assicurare che la maggiore sostenibilità ambientale risulti compatibile con la salvaguardia dei livelli di produzione e della competitività delle imprese, in un quadro di effettiva semplificazione burocratica. In attesa dei prossimi passaggi in ambito europeo è importante accelerare i tempi per la redazione del Piano strategico nazionale che sarà alla base della nuova PAC. C’è l’occasione per ridare una prospettiva unitaria alle scelte per il futuro dell’agricoltura italiana, tenendo conto delle esigenze e delle specificità territoriali

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA

                UFFICIO STAMPA MIPAAF