Parlamento UE e “Dovuta diligenza”: le imprese saranno responsabili delle violazioni dei diritti umani e ambientali che causeranno

“Questa nuova legge sugli obblighi di dovuta diligenza aziendale stabilirà lo standard per una condotta commerciale responsabile in Europa e non solo. Ci rifiutiamo di accettare che la deforestazione o il lavoro forzato facciano parte delle catene di fornitura globali. Le imprese dovranno prevenire e affrontare i danni causati alle persone e al pianeta nelle loro catene di approvvigionamento.
Le nuove regole forniranno alle vittime il diritto legale per richiedere supporto e risarcimenti, e garantiranno equità, parità di condizioni e chiarezza legale per tutte le imprese, i lavoratori e i consumatori”

Lara Wolters (S&D, NL)

​Il Parlamento apre la strada a una nuova legge UE, obiettivo? Far sì che le imprese rispondano degli effetti negativi delle proprie decisioni in ambito di diritti umani ambientali all’interno e lungo l’intera catena di valore e produzione.

La “due diligence”, ovvero la dovuta diligenza, richiede quindi che le imprese prevengano qualsiasi effetto negativo su diritti umani e ambiente attraverso:

  • Il divieto di importazione di prodotti legati a gravi violazioni dei diritti umani come il lavoro forzato o minorile
  • L’applicazione delle regole alle imprese che operano nel mercato unico, comprese quelle stabilite al di fuori dell’UE
  • Sanzioni per il mancato rispetto e supporto legale per le vittime nei paesi terzi

La relazione d’iniziativa legislativa JURI di Lara Wolters sul dovere di diligenza e la responsabilità aziendale recante raccomandazioni per la Commissione europea è stata adottata mercoledì 10 marzo a larga maggioranza, 504 a favore, 79 contro e 112 astensioni

Con questa relazione, il Parlamento europeo dimostra il suo sostegno e il suo forte impegno nei confronti dell’iniziativa legislativa in corso sulla governance responsabile delle aziende (Sustainable Corporate Governance) lanciata nel 2020 dalla Commissione europea.

Sostenibilità e buona governance

Le norme vincolanti UE sulla dovuta diligenza (due diligence in inglese) obbligherebbero le imprese a individuare, valutare e prevenire gli effetti negativi potenziali o effettivi che possono comportare le loro attività, e quelle delle loro catene del valore (tutte le operazioni, le relazioni commerciali dirette o indirette e le catene di investimento), e che potrebbero violare i diritti umani (compresi i diritti sociali, sindacali e del lavoro), danneggiare l’ambiente (contribuendo al cambiamento climatico o alla deforestazione, per esempio) e la buona governance (come la corruzione e le tangenti).
I deputati sottolineano che gli obblighi di dovuta diligenza sono principalmente uno strumento preventivo, che richiede alle aziende di adottare misure proporzionate e commisurate in base alla probabilità e alla gravità dei loro impatti negativi potenziali o effettivi e alla loro situazione specifica, in particolare al loro settore di attività, alle dimensioni e alla lunghezza della loro catena del valore, alle dimensioni dell’impresa, nonché alla sua capacità, alle sue risorse e alla sua affluenza.

Portare il cambiamento oltre i confini UE

Le imprese che vogliono accedere al mercato unico europeo, comprese quelle con sede al di fuori dell’UE, dovrebbero dimostrare il rispetto degli obblighi di dovuta diligenza in materia di ambiente e diritti umani.
Il Parlamento chiede misure aggiuntive, tra cui il divieto di importare prodotti legati a gravi violazioni dei diritti umani come il lavoro forzato o minorile..
Inoltre le imprese dovrebbero essere ritenute responsabili delle loro azioni secondo le leggi nazionali ed essere sanzionate per i danni causati sotto il loro controllo, a meno che non possano dimostrare di aver adottato tutte le misure ragionevoli per prevenire tali danni.
Inoltre, i diritti delle vittime o delle parti interessate nei paesi terzi – che sono particolarmente vulnerabili – sarebbero protetti in maniera più efficace da un accesso effettivo ai mezzi di ricorso, in quanto sarebbero in grado di portare le aziende in tribunale secondo il diritto dell’UE.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO