Peste suina africana: non abbassare la guardia

Confagricoltura preoccupata per il sequestro in Veneto di carni suine importate dall’Olanda e
provenienti dalla Cina, commenta che le misure preventive prese dalle istituzioni che presidiano il
sistema dei controlli sono state efficaci e tempestive, ma non si deve abbassare la guardia. L’eventuale
diffusione della Peste Suina Africana in Italia significherebbe la fine di un comparto essenziale del
nostro agroalimentare, che può contare su quasi 9 milioni di capi allevati e che vale oltre 11 miliardi di
euro, tra produzione di carne suinicola e fatturato dell’industria di trasformazione, e oltre a 1,6 miliardi
di export. Il settore inoltre incide per il 6{4d2f3be95c1423d85ae479ab8f94d3e7f4dd406084a3f2502126b74f8855bb7f} sul fatturato dell’industria agroalimentare ed impegna circa
25.000 allevamenti, 1500 macelli e 3500 imprese di trasformazione. Vanno intensificati i controlli e le
ispezioni, prevedendo un coordinamento tra tutti i Paesi della Ue. È essenziale inoltre richiamare ai
propri compiti di sorveglianza e monitoraggio i Paesi membri, analogamente andrebbero intensificati i
controlli sui destinatari della carne proveniente dalla Cina. Il Piano nazionale di sorveglianza e
prevenzione, tanto auspicato, è stato approvato dalla Commissione europea. È necessario ora che
venga applicato al più presto, soprattutto per il controllo alle frontiere e quello della fauna selvatica,
visto anche l’avanzamento della malattia dai Paesi dell’Est Europa verso il nostro Paese.