Piano Strategico italiano: le raccomandazioni della Commissione europea

La Commissione europea ha pubblicato le raccomandazioni che l’Italia dovrà seguire nella stesura del suo Piano Strategico Nazionale della PAC

Sulla base degli ultimi dati disponibili, la Commissione Europea ha analizzato la situazione degli Stati membri per quanto riguarda il raggiungimento dei nove obiettivi specifici della futura PAC e l’obiettivo trasversale sulla conoscenza, l’innovazione e la digitalizzazione. Inclusa nell’analisi anche la valutazione della situazione di ciascuno Stato membro alla luce del suo contributo agli obiettivi e le ambizioni del Green Deal europeo.

Tenendo in stretta considerazione i risultati emersi da quest’analisi, la Commissione ha elaborato le sue raccomandazioni per i 27 Stati membri, pubblicate sotto forma di documenti di lavoro dei servizi della Commissione, che mostrano la direzione che i piani strategici devono prendere nell’attuazione degli obiettivi specifici della PAC al fine di contribuire congiuntamente al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal.

Resta quindi chiaro che, pur mantenendo la flessibilità proposta per gli Stati membri nell’attuazione del nuovo quadro politico, queste raccomandazioni identificano le questioni strategiche chiave che devono essere affrontate con urgenza per ciascuno e forniscono orientamenti su come affrontarle nei piani strategici della PAC.

Le raccomandazioni per l’Italia

Per gli agricoltori italiani – si legge nel documento – il passaggio a un sistema alimentare sostenibile comporta tanto opportunità economiche quanto sfide significative. L’Italia continua a dover far fronte a una bassa crescita della produttività nelle sue aziende agricole a causa dell’invecchiamento della popolazione agricola, del basso livello di digitalizzazione e delle piccole dimensioni delle aziende agricole. Inoltre, nonostante il buon livello di organizzazione dei produttori, la quota di valore aggiunto del settore primario nella filiera alimentare è diminuita”.

Il reddito agricolo rimane volatile e, nonostante il ruolo cruciale svolto dai pagamenti diretti nella sua stabilizzazione, differenze significative nella distribuzione del sostegno (principalmente pagamenti diretti basati su riferimenti storici individuali) ne limitano l’efficacia; fondamentale è il miglioramento della posizione degli agricoltori nella filiera alimentare con azioni mirate disponibili nel contesto di entrambi i pilastri della PAC, quali il rafforzamento e lo sviluppo delle organizzazioni di produttori e delle cooperative e la promozione di filiere alimentari corte e innovative.

Gli obiettivi ambientali

La mitigazione dei cambiamenti climatici è un aspetto fondamentale: in Italia, le emissioni agricole (comprese le emissioni di gas a effetto serra (GES) e di ammoniaca), dopo una forte riduzione registrata tra il 1990 e il 2013, non sono diminuite negli ultimi 7 anni. La Commissione, seppur riconoscendo l’impegno volto alla sostenibilità, invita a uno sforzo ancora maggiore al fine di contribuire agli obiettivi dell’Unione (UE).

La produzione di energia rinnovabile dal settore agricolo e forestale può essere migliorata, dato che l’Italia si attesta su valori inferiori alla media UE nonostante un potenziale significativo di produzione di biomassa, energia solare ed eolica. Anche la gestione sostenibile delle foreste presenta un potenziale notevole per lo sviluppo socioeconomico delle zone rurali.

Migliorare l’adattamento ai cambiamenti climatici è una priorità trasversale, dato che le azioni correlate possono apportare molteplici vantaggi ambientali ed economici. L’Italia è infatti altamente vulnerabile ai rischi idrogeologici e ai rischi di erosione del suolo per azione dell’acqua, con danni crescenti causati da eventi metereologici estremi e relative sfide, quali gli incendi boschivi, le specie invasive e gli attacchi biotici alle foreste. Altro aspetto importante è il risparmio idrico, a causa degli episodi di siccità già frequenti e che potrebbero diventare più marcati in futuro a causa dei cambiamenti climatici. Il passaggio a colture a minore intensità idrica, associato a una maggiore diffusione di tecnologie di irrigazione efficienti, potrebbe contribuire a ridurre gli impatti.

Secondo quanto riportato nel documento, il bilancio dei nutrienti per l’azoto in Italia è superiore alla media dell’UE e numerose zone presentano un livello elevato di inquinamento da nitrati, soprattutto quelle soggette ad uso intensivo e nelle acque sotterranee. A questo proposito, possono essere di grande utilità gli strumenti digitali di gestione dei nutrienti delle aziende agricole ed esiste un margine considerevole per migliorare la coerenza tra gli incentivi della politica agricola e la legislazione ambientale (direttive sulle acque e sui nitrati). In particolare, secondo la Commissione dovrebbero essere rimossi gli ostacoli agli investimenti a favore di una maggiore efficienza irrigua.

Nonostante l’agricoltura biologica in Italia sia ben al di sopra della media UE, la situazione in materia di biodiversità è in costante peggioramento, soprattutto per quanto concerne gli uccelli, le specie e gli habitat legati ai terreni agricoli. Si raccomanda quindi di attuare sforzi maggiori per promuovere un uso decisamente inferiore e più razionale dei prodotti fitosanitari (considerando che talune regioni italiane sono tra gli utilizzatori più intensivi di pesticidi nell’UE), nonché per garantire la presenza e la conservazione degli elementi caratteristici del paesaggio.

Ricambio generazionale e un sistema di conoscenza condiviso

Per attuare la transizione verso un settore agricolo verde e moderno, il paese dovrà affrontare una delle sfide sociali più importanti poste all’agricoltura europea: il ricambio generazionale. In Italia tale sfida è particolarmente sentita dato che la percentuale di giovani agricoltori del paese la colloca al terzultimo posto tra gli Stati membri e tale percentuale continua a diminuire. Questa tendenza è riscontrabile anche nel rapporto tra capi azienda giovani e più anziani (6 giovani agricoltori ogni 100 anziani).

Secondo il documento, la resistenza antimicrobica legata ad un uso eccessivo e inappropriato di antimicrobici nell’assistenza sanitaria animale e umana dovrebbe essere particolarmente prioritaria, dato che la vendita di agenti antimicrobici veterinari in Italia è stata la seconda più elevata registrata tra gli Stati membri dell’UE nel 2018. Un contributo importante all’agricoltura sostenibile può essere ottenuto migliorando il benessere degli animali e limitando l’uso dei pesticidi.

Altro punto fondamentale, è la presenza di un sistema di conoscenza e innovazione in agricoltura (AKIS) ben funzionante, per favorire flussi di conoscenza tra vari soggetti, rispondere alle crescenti esigenze di informazione degli agricoltori, accelerare l’innovazione e aumentare la valorizzazione delle conoscenze esistenti al fine di conseguire tutti gli obiettivi della PAC. Attualmente, la frammentazione del sistema italiano di conoscenza e innovazione in agricoltura e la mancanza di coordinamento strategico tra le sue componenti influiscono negativamente sul flusso di conoscenze e innovazione. Al fine di raccogliere e portare sul campo le scoperte scientifiche e le innovazioni più recenti, i consulenti devono essere sostenuti tanto in termini di formazione ricevuta quanto di erogazione di servizi a sostegno dell’innovazione, anche attraverso i progetti del gruppo operativo del partenariato europeo per l’innovazione (PEI). Secondo la Commissione un AKIS più forte potrebbe inoltre contribuire ad aumentare il livello di digitalizzazione delle aziende agricole e delle zone rurali italiane

Infine, il documento osserva che l’efficacia complessiva delle azioni sostenute dalla PAC in Italia è ostacolata da numerose barriere al funzionamento della pubblica amministrazione. Migliorare il sistema amministrativo e burocratico, anche aumentandone il livello di digitalizzazione e coordinando politiche diverse e complementari, costituisce un passo fondamentale da compiere al fine di sostenere in maniera efficace e paritaria gli agricoltori di tutto il paese e le persone che vivono nelle zone rurali italiane.

Di seguito, il link per scaricare il documento integrale.